Flüor

 

The Pleasure Is Mine

 

Imaginary Nonexistent Records

atari glamouresque electro-pop

 



Joan Malè aka Monoceros ci aveva preannunciato in un'intervista non troppo remota alcune interessanti novità dalle sue iniziative legate alla produzione discografica per tramite della sua etichetta ultraindipendente Imaginary Nonexistent e a distanza di qualche tempo eccoci serviti con un progetto molto gustoso di un altro producer - nonchè alacre collezionista di suoni casio! - di vari artisti dell'area catalana (Jaume Sisa - cantautore stralunato, considerato un'icona della musica catalana -, la bislacca Orchestra Fireluche - un combo di musicisti che propone un divertente mix di folk e gracidante musica orchestrale moderna -, e così via), Xavi Lloses, gamba del duo Vladimir & Lumiere e ora rigeneratosi in altre sembianze a cui ha dato una denominazione presa in prestito dai libri di chimici, Flüor, che non è altro che il fluoro, sostanza che si sintetizza tramite processi elettrolitici, particolare tutt'altro che irrilevante! - evoca una classe di minerali (le fluoriti) per la prima volta classificati e identificati dal minerologo tedesco Agricola nel 500, chiamati così perchè favorivano la fusione fra metalli. Si sarà forse avvalso della tavola periodica degli elementi per la scelta del moniker, ma qualche allusione alle proprietà chimico-fisiche di questa particolare sostanza (usata tanto nei dentifrici per tenere i vostri denti sani e robusti quanto nei gas nervini, nelle centrali nucleari e nei medicinali come amplificatore terapeutico - ma anche degli effetti collaterali....-) dovrà pur esserci... senza dubbio l'associazione più facile anche se forse potrà apparire azzardata va ricercata nel fusionismo di Xavi, che in poco più di trenta minuti liquefa e mescola elementi abbastanza variegati tra cui alcuni standard dell'electropop (dall'uso sbiascicato di cantati filtrati dal vocoder a sonorità graffianti mixate a tempo con l'immancabile 4/4), suoni vintage presi da qualche abandonware in 8bit e dal gameboy (indovinato il piglio nostalgico della traccia dedicata al vecchio videogioco portatile della Nintendo), approccio squisitamente dadaista e garantendo quel magnetismo glam che MTV normalmente esercita su più di qualche ragazzino videoleso con gingilli e sofisticherie prese dal rock e dall'electro. Al tutto Xavier aggiunge quell'ironia e quell'ambiguità che non guastano mai in dischi di questo genere e un'alea emotiva che a volta rasenta il nostalgico, togliendo le vesti marziali ad un genere che normalmente permette poche possibilità di discostarsi da certi paradigmi e che offre poche possibilità per abbozzare i tratti di una personalità artistica senza apparire troppo come l'ennesimo frutto di un'omologazione stilistica. Intento che nella scena anzidetta electroclash è riuscita a pochi artisti (i nomi che per primi ci saltano in mente sono quelli di Fischerspoooner, Doppleffekt, Miss Kittin e Japanese Telecom), quasi tutti ottenendo un ragguardevole riscontro ora nelle piste ora fra i numerosi appassionati delle geometrie elettroniche frastagliatesi gradualmente a partire dagli anni 80.

Tutte le tracce hanno un livello di danceability molto elevato e si adatterebbero bene allo streaming televisivo più dissacrante e pixelato: dall'iniziale Playgirl, in cui Xavier sciorina scariche di suoni di "electronic games" a melodie sterilizzate e valvolari sul dipinto di una sorta di scolaretta in preda ad estasi da record, ansiosa di mettere il suo pseudonimo trendy nella classifiche dei punteggi migliori, alla successiva Ocean con un groove riconoscibile in cui l'autore innesta una melodia che si presta ad un livello di Super Mario innamorato di qualche dinosaura e uno spensierato sillabare da schiacciapensieri! Notevoli le capacità ritrattistiche minimali e l'attraversamento di canoni anche linguistici dell'electro nel romanticismo meccanico a colpi di piuuuuuuu discendenti (immaginate un circuito quando gli si toglie la corrente elettrica per immaginare a cosa si riferisce quella scrittura vagamente onomatopeica) e clap quadrati di Frisbee Lover - una delle più indicate per le dancehall - così come divertente e di presa immediata è il groovettino sfavillante di Maybe In Love, in cui pare di sentire la cronistoria sonora delle turbe emotive e sentimentali di un nerd adolescente! Conferma la volontà di esplorare vari stili nei tempi più rallentati e quasi dungeon della nostalgica Game Boy e nell'ammiccante Insert Coin, mentre il pitch esplora ritmiche più sostenute nell'estasiato glitch-core e nel flusso sinoviale di Don't Like Trance (una vera e propria presa di posizione del progetto Flüor...). Più trasognata rispetto alle altre tracce la chiusa Eachothers. Insomma un bel progettino e poco veridico il titolo (visto che il piacere di ascoltarlo è anche nostro...), tanto che ci pare strano apprendere che venga prodotto in tiratura ultralimitata (solo 4000 copie, quindi fate in fretta a reperirlo), che contiene tutti i buoni auspici dei migliori debutti.


01.Playgirl
02.Ocean
03.Frisbee Lover
04.Maybe In Love
05.Gameboy
06.Insert Coin - only on cd
07.Don't Like Trance
08.Eachothers - only on cd

Pagina a cura di Vito Camarretta 29/04/2008