Non capita spesso che delle minuscole realta' nel nu folk finiscono per diventare fenomeni di culto senza il supporto finanziario e promozionale di major: questo e' successo al frutto di un parto gemellare, approdato alla minuscola etichetta danese degli Efterklang, la Rumraket, noto con il nome di battaglia Taxi Taxi!, progetto nato nella cameretta delle gemelline svedesi Miriam e Johanna Eriksson Berhan -composto mentre alternavano la preparazione degli esami di fine anno!-, che sono riuscite ad incantare folte schiere di esploratori dei vari myspace e di coloro che hanno avuto la fortuna di ascoltarle dal vivo, guadagnandosi un seguito abbastanza nutrito nei Paesi Scandinavi. Le tematiche di questo EP non meravigliano (storie d'amore e di vita filtrate dagli occhi di due ragazzine), ma il modo con cui le espongono e' davvero delizioso. L'approccio al songwriting e' difatti tutt'altro che adolescenziale, anche se preservano dai tecnicismi quell'alea fanciullesca che connota molti dischi folk provenienti da quell'area geografica (in cui includeremmo anche l'Islanda) e capace di evocare l'innocenza e il candore dell'eta' che molti evocano nei loro sogni.
Le splendide composizioni che ascolterete in questo disco vertono timbricamente su una chitarra acustica, un pianoforte e "contestualizzazioni" sonori, in cui il bravo Björn Yttling del trio Peter, Björn and John riesce a rimarcare pronunciatamente le emissioni vocaliche delle due due sorelline, vere protagoniste di ogni cameo fin dall'inizio del disco (All I Think Of... "Listen Very Carefully!!!"), in cui fanno librare dalle loro ugole vocalizzi da pleiadi, capaci di sovrastare la dolcezza di gentili pizzicotti citaredici e dei timidi interventi di glockenspiel, con un mixaggio che fa sentire anche qualche rumore sporadico di sottofondo. Notevole anche l'uso della voce in Belle: questa volta le frequenze vocaliche (cantano sia Miriam che Johanna) non sovrastano gli strumenti, ma sembrano sintonizzarsi con il flusso acustico. La microballata folk di To hide this way prepara all'intervento di una fisarmonica quasi-country in Water e all'eterea e dimessa Heart (in cui la parola e' pronunciata quasi fosse un grido soffocato o una sorta di lamento). La chicca finale (Mary) rapira' il cuore dei fan dei Radiohead (avreste mai immaginato un Yorke in versione femminile e al contempo bambina?!?). Accoppiata davvero promettente, anche se -visto che siamo chiamati a criticarli i dischi e non solo a celebrarli- forse potevano variegare maggiormente lo stile, un po' troppo monocorde (anche se piacevolissimo), che lascia sperare in una maggiore apertura alla sperimentazione (anche elettronica) senza farsi inondare dalla smania di dover sperimentare a tutti i costi. Dopo tutto a noi vanno bene anche cosi'! In perfeto stile Efterklang, la copertina, disegnata dal duo di designer di Copenhagen Hvass & Hannibal.
|
|