L'etere e le onde di diverse frequenze che lo attraversano sembrano essere i protagonisti del sound di questo interessante combo rispondenti al nome di Tauchsieder (che in tedesco si riferisce a quegli apparecchi elettrici che si trovano all'interno di tutti i bollitori in commercio, utilizzati per riscaldare l'acqua attraverso la corrente elettrica), composto da Innes Smith (voce e autore delle registrazioni di campo catturate per questo lavoro), Stuart McLean aka Frenchbloke (entità che oltre all'equipaggiamento radio e informatico, si diverte con mini-accordion, nastri e un atavico MS20 della Korg) e Ben Hayes aka Soundhog (altro radar della formazione, che oltre a catturare frequenze nell'ambiente, si diletta nel looppare nastri da 1/4 giochicchiando con il glorioso Synthi A, il sintetizzatore da valigetta - uno dei più essenziali - dei primi anni 70, noto anche come Portabella!). Dal background di questo lucente trio di smanettatori di macchine sonore, si possono cogliere alcuni indizi sulle suggestioni proposte in questo Louder (concepito come seguito al precedente Quiet, album disponibile solo in versione digitale che sarà gratuitamente scaricabile da quanti acquisteranno Louder, descritto come Quiet Music For Quiet People, formula consona alle descrizioni bislacche tanto in voga nei primi tempi in cui comparvero dischi "sperimentali"): Innes Smith (attualmente residente a Glasgow) è scrittore e performer per la Franz Kafka Big Band per la BBC Radio nonchè per l'Atrocity Machine (Channel 4 Radio), ha cantato per i Cnut e prestato la sua ossianica voce anche ai Mount Florida per l'album Arrived Phoenix, pubblicata dalla Matador; l'altro scozzese della formazione, Stuart Mclean è musicista e remixer (con remixes per Cnut, Dsico, Schmoof, Microfilm e Bis), che dichiara di preferire "la creazione dei suoni più che il suonare delle tonalità"; Ben Hayes invece proviene da Ruthin, paesino del Galles del Nord, dj e musicista che si professa credente nella potenza delle tecnologie usate!
Ai tre si uniscono per l'occasione l'indimenticato Colin Newman dei Wire (fondatore della Swim ~, etichetta di pregio che presentammo qualche anno fa sulle pagine di TheVibes), Richard Phillips aka Richard X (mente musicale mascherata nel progetto Girls On Top e remixer di famosi pezzi di celeberrimi repertori quali quelli dei Nine Inch Nails, dei Depeche Mode, dei Pet Shop Boys, dei New Order e di Gwen Stefani), Tom Ellard dei Severed Heads (uno dei personaggi più importanti per lo sviluppo dell'elettronica e della scena punk in Australia, predatore nell'applicazione di nuove tecnologie alla composizione, che trovavano espressione nei suoi progetti, che risentivano l'influenza di formazione del cosiddetto proto-industrial come i Throbbing Gristle di Genesis P Orridge) e JD Twitch - sue sono le fugaci intersezioni ritmiche -, uno dei fondatori dell'Optimo (Espacio), glorioso club di Glasgow, chiamato così dal titolo di un EP dei newyorkesi Liquid Liquid, e che assieme a JG Wilkes, costituì un duo che ai decks era considerato tra i migliori al mondo da Pitchfork. Se si aggiunge a questi background, il fatto che il trio si dichiara devoto al modo di intendere e funzionalizzare la musica propria di Brian Eno (che idealizzò la possibilità della musica di migliorare l'ambiente circostante l'ascoltatore), potrete collezionare un altro tassello da aggiungere al mosaico che dipinge un paesaggio urbano dove, attraverso quel maniacale perfezionismo combinato alla cura delle frequenze generate dalle macchine e accarezzate dai filtri e dal parco di effetti in dotazione dei Tauchsieder, svettano ripetitori di segnale video, antenne che disegnano ombre su un terreno arido, radar puntati verso il cielo e nubifragi di frequenze impercepibili. I Tauchsieder danno l'occasione di autosuggestionarsi ulteriormente nel trattare un'altro curioso tema quando introducono nelle due parti di Excerpt from Scientific Research delle registrazioni contenenti delle lectio accademiche dei professori Archie Roy e Nick Kyle della Scottish Society for Psychical Research, una delle più insigni istituzioni impegnati nello studio dei cosiddetti fenomeni paranormali. In uno dei saggi di Archie Roy, che trattava di fantasmi, si paventava l'ipotesi che alcune di queste apparizioni di spettri fossero prodotte da campi magnetici in zone particolarmente irrorate di onde nell'etere. Che sia legabile in qualche modo alla materia la ricorrenza nello sciorinare flussi di frequenze ultrasature in Louder? Ancora più suggestiva potrebbe essere l'idea che nelle numerose registrazioni di campo effettuate per l'assemblaggio del disco i Tauchsieder abbiano captato fonti sonore inattese e dall'origine non identificabile. Se la cosa vi desta un qualche spavento, rimuovete l'immaginifica ricerca "eziologica" su cui si prova a speculare e godetevi l'immersione nella vasca elettrificata di questi curiosi sperimentatori britannici, che non nascondono il fascino per il lavorio intenso negli studi della BBC di Maida Vale, inserendo nella tracklist una traccia che cita la famosa Room 13 (dedicata allo scomparso Desmond Briscoe con tanto di citazione intellettuale, un passo presa dalla "Nuova Atlantide" di Bacone), misteriosa stanza in cui un gruppo di ricerca sonora si dedicava a sfornare suoni che verranno utilizzati nei jingle dell'emittente radiotelevisiva, in cui si sperimentarono varie tecniche di manipolazione dei nastri magnetici, travasate ben presto in registrazione di musique concrete, che fecero della Room 13 uno dei più affermati studio per la registrazione di musica elettronica al mondo. Onde sinusoidali sbriciolate, fitte nebbie sintetiche, intercettazioni aurorali e beats binaurali condiscono il viaggio offerto in questo Louder, disco che delizierà molti lettori della nostra 'zine senza scadere nell'ovvietà o nella noia. Indicato per padiglioni fini!
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