Come mettere in difficolta' il proprietario o il commesso di un negozietto di dischi fissato per le etichette degli scaffali? Provate a chiedergli dove collocherebbe questo disco... Noi un suggerimento ce l'avremmo: tra una copia usata di Little Fuffy Clouds degli Orb e forse la discografia dei Negativland, se proprio il commesso ha tempo da perdere. In caso contrario, si potrebbe infilare questa sindrome (cosi' la si definisce!) nel piu' generico scaffale con la targhetta "sperimentale", ma molte sue qualita' esilaranti rimarrebbero censurate. Cominciamo col dire che se siete abituati a cercare una logica in un disco, Mat Howlett -originario di un'imprecisata localita' dell'Inghilterra settentrionale - riuscira' a mettere in difficolta' il piu' preparato degli esegeti musicali maggiormente di quanto farebbe un delirio destrutturalista di Genesis P.Orridge -quantomeno quest'ultimo avrebbe una causa...- ! Apprezzata l'onesta' di questo musicista quando sul sito personale invita ad acquistare il suo cd, giustificandone la casuale come il maggiore spreco di denaro possibile al mondo, o quando ironizza sull'appropiatezza della data d'uscita del disco per la Haunted House -il primo aprile...-, quasi fosse una sorta di hoax commerciale! Dall'incipit quasi lynchiano -considerato adatto da Howlett ad un nano (midget)- allo stravolgimento stilistico in chiave trask-punk di Back Pack Sock Rat (lett. il ratto da calzino nello zaino), una specie di squinternata canzonetta tutt'altro che sobria (recita verso la fine: "avevi un cappello, che era un bicchiere, lo riempisti di birra o lo misi sulla tua testa"... mah!) di un'imprecisata entita' che vorrebbe vivere in un calzino nelle sembianze e nelle dimensioni di un topolino di campagna per essere scorrazzato in uno zaino da viaggio. Si passa alla canzone che a noi italiani fa pensare ad Elio delle Storie Tese (Unibrow Shocker vuol significare "Uomo dal Monociglio che causa shock"... a chi mai sarebbe venuto in testa di intitolare una canzone riferendosi al monociglio... a proposito sapete quale caratteristica connotava gli ignari portatori di sopracciglia unite secondo l'improbabile fisiognomica di Lombroso?), che precede l'ennesimo delirio in Snortacus, in cui si succedono risate straniate modulate e innestate su un respiro quasi cagnesco e un'inquietante deliquio sul pianoforte, suonato come lo suonerebbe un pianista fallita totalmente ubriaco! Una specie di marcetta pop con voci backreversed fanno quasi da sinistra sigletta televisiva della traccia successiva, che richiama non a casa Rusty Lee, una simpatica cicciona giamaicana, che impazzava nelle trasmissioni di cucina negli anni '80 su TV-AM, una sorta di Uno Mattina della televisione britannica, poi diventata tra una confessione strappalacrima e quella successiva famoso per aver vinto un reality ambientato in un castello due o tre anni fa. Ancora backreversing e suonarelli da pistola "laser" dei banchetti dei cinesi in Grilled Camels For Supper, prima del testo delirante dell'astrusa polka di Horse Spittle Porter (che vorra' mai dire una strofa che recita: "ickey mickey nockey nacky
nockey wockey woo
and a
flippy floppy bimpy bempy
bompy bempy boo"?!?!?!). I primi secondi di Shaving Private Brian fanno pensare a qualcosa di piu' canonico con la basettina dance 80s fino a quando qualcuno (forse Mat?) non urla "racey ride, oh easy" con quel tono che tirerebbe fuori dalla laringe lo sventurato che fosse in preda ad emorroidi grandi quanto palle da baseball. Una canzoncina ironica su Terry Wogan - una sorta di Pippo Baudo della BBC - e la capigliatura che lancị negli anni '80 precede i deliri finali: il finto astro-surf di Betty's Wooden Balls (con un campione che ci ricorda qualche sound-bank Casio), My Cup Is Full Of Sick (una sorta di reprise con versi dalla fattoria, atmosfere dark, ieratici vocoderismi e suoni giocattolo), il vomito sonoro in chiave barocca hi-speed dubbing che trasfonde in una basettina stupida da tastiere mass market di Pablo Dubious And The Smiling Tits, l'ennesimo mantra della fattoria di Side Saddle Underpants con annessa prosecutio lugubre-parodistica di Stop Killing My Pets, l'unica song realmente politica - Gripping Stripes - e il delirio vocalico finale! Se amate certo umorismo un po' sadico e astratti mosaici tra il demenziale (in cui molti vi ravvedono un senso) e il sarcastico, certo cerebralismo psicotico, Happy Welly e' un progetto che stimolera' le vostre papille uditive all'esatto punto di cottura. Concedeteci il commento delirante visto il tenore del disco!
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