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Pare che non siano stati solo gli Slayer ad essere stati sedotti dall'idea di far uscire il proprio album il 6/6/06 (riferimento che ricorre e appare chiaro nella traccia di chiusura, Wreak Havoc), un giorno in cui tanti satanisti di varia natura avranno fatto festa. Dall'altro capo del pianeta, gli Angelspit difatti hanno consegnato agli affamati dell'industrial più trasgressiva e irriverente il loro Krankhaus. Non ci si poteva aspettare diversamente oltretutto, visto che il loro disco è stato presentato con parole allettanti: "here is the beat that will make you sin..." (="ecco qui il beat che vi farà peccare"... purtroppo in italiano non ci è uscita la rima...). Disco che comunque non fa che confermare il potenziale esplosivo di questa band australiana, già percepito nel loro precedente Nurse Granade.
Piaccia o meno il loro look un po' fumettistico (sembrano venuti fuori da un imprecisato seguito di Akira!) e un po' cyborg (da far impallidire persino Dolce e Gabbana), consegnano una miscela detonante alle dancefloors in cui il divertimento è meravigliosamente commisto alla trasgressione (cominciate a boicottare i balli di gruppo dal retrogusto popolarrevanscista...). Anzi sul loro aspetto, è difficile non negare che conserva una qualche coerenza logica con la loro musica -caratterizzata da vocalizzi aspri, chitarre abrasive, beat distorti-, entrambi tra il sadico e il grottesco. Le liriche (e le immagini) sembrano rappresentazioni teatrali con pretese realistiche di sperimentazioni mediche con tanto di lame che squarciano la carne, di medici pazzoidi ("the doctor is iiiiinsane!" urlano Zoog e Destoyx -il nome di battaglia dell'algida e simpatica fanciulla dagli occhi a mandorla- in Vena Cava), di seghe elettriche, di sezioni da macellaio, di lettini operatori che diventano teatro di torture atroci. Ovviamente i riferimenti vanno colti nelle allusioni più che nella "concretezza" delle immagini, come spesso capita nell'industrial, mentre per quanto riguardo altro genere di riferimenti (quelli stilistici) ci ricordano vagamente gli ultimi KMFDM e i Nine Inch Nails di Fragile. Per chi ama dare le etichette alla musica (operazione a cui a volte non si sfugge quasi per inevitabilità della sorte!), considerando la facile "ballabilità" dei grooves velenosi degli Angelspit e il loro aspetto che lascia poco spazio agli equivoci, qualcuno non esiterebbe a machiarli come l'ennesima band GothicHype, ma il modo con cui impatta la musica ci sembra decisamente meno gotico e più vicino ad immagini e sintassi di certe screziature della cultura cyberpunk. Molte le tracce che si presterebbero a circuiti più commerciali e meno underground: dalla citata Vena Cava a Make Your Sin, da Juicy (a volte vengono in mente per l'uso della voce persino gli Audioslave) all'allusiva Scars and Stripes (quale più calzante visione di certa affezione per la nota bandiera USA in questo periodo storico... qualcuno dovrebbe designarli come i più produttivi macellai del mondo). E a proposito di "patriottismo", curioso l'incipit di Wolf (in cui una voce in italiano -la nostra lingua non è poi così out a quanto pare- recita il noto proverbio "il lupo perde il pelo ma non il vizio"!!!).
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01.A la Mode, A la Mort 02.Vena Cava 03.Elixir 04.100% 05.Juicy 06.Flesh Stitched onto a Frame 07.Make You Sin 08.Get Even 09.Dead Letter 10.Black Wine 11.Scars and Stripes 12.Create Desire 13.Wolf 14.Wreak Havoc |