The Herbaliser

 

Take London

 

Ninja Tune

phutuphunk/hiphop

 



"Prendi Londra e porta a casa" sembra chiosare il titolo del nuovo disco degli Herbaliser. Come spesso capita a musicisti e artisti in generale, la capitale inglese e' spesso punto di riferimento per trarre nuove fonti d'ispirazione. Nonostante cio' qusto Take London non si discosta piu' di tanto da quanto gli appassionati della Ninja Tune e del duo composto da Ollie Teeba e Jake Wherry hanno proposto in passato, anche se non e' corretto dire che si siano arenati sul piano stilistico. Non avrebbe senso per un progetto attivo gia' da un decennio riproporsi nelle stesse vesti. Piu' corretto e' affermare che la Londra a cui si fa riferimento nel titolo ha rivestito e riveste un ruolo importante per la crescita artistico del duo: Jake ha vissuto a South West, cibandosi di jazz e James Brown, dieta che l'ha portato a rimuginare su rare grooves e hip hop "vecchia scuola" e ad applicarsi su integratori a base di chitarra e basso attinti e vomitati in numerose badns jazz, funk e rock; Ollie aveva appena 15 anni quando cominciava nella fuliggine londinese a muovere i primi passi nel djing e a collezionare sneakers. L'incontro fatale avvene nel periodo degli studi collegiali, amicizia che fortunatamente maturo' nel Traintrax, lo studio di Jake, ora annoverabile tra i centri di produzione musicale piu' gloriosi, ubicazione in cui si svilupparono le prime collaborazioni (Dj Malachi, Kaidi Tatham dei Bugz In the Attic, Ralph Lamb della Easy Access Orchestra), una delle quali -quella con PC aka Dj Food- fece approdare i demo Herbaliser negli studi di registrazione Ninja Tune.

"Il nostro stile strumentale e' nata dalla necessita' di produrre musica hip hop, ma senza avere accesso ai rappers, motivo per il quale dovevamo sviluppare un nuovo approccio", rimarcano gli Herbaliser, quando si chiede loro come sia nata la loro musica. Remedies -il loro debutto-, una fasciatura di breaks duri, campionamenti jazz e funk, e' un disco che poteva solo provenire dal Regno Unito. Seguendo la scia delle piu' rinomate bands funk, il duo decise di applicarsi su una dimensione live, avvalandesi di un abile cerchia di collaboratori.

Fu intorno alla fine dei Novanta, tuttavia, che Jake e Ollie cominciarono una piu' seria fase di riflessione, in cui di fatto rielaborarono il processo alla base della registrazione di un disco, di cui il primo risultato e' senza alcun dubbio Very Mercenary, pubblicazione in cui comincio' ad emergere una certa affezione per le colonne sonore della cinematografia degli anni sessanta e per certo "revisionismo" sonoro, tanto che certe loro track sono delle pieces di autentica archivistica stilistica. E certo gli Herbaliser sono da considerarsi tra gli artefici della deificazione di MF Doom o di Rakaa Iriscience, guest vocalists in Something Wicked This Way Comes.

Questo sommariamente il sentiero che precede Take London, album che non deludera' per la perfezione esecutiva e per la consueta eterogeneita' stilstiica: fatta eccezione per qualche parentesi di posse hiphop un po' banalotta come in Nah' Mean, Nah'm' Sayin' e per un po' di tappezzeria (piacevole, ma stridente con la fama del duo) come in Lord Lord -sprecata secondo noi la riguardevole comparsata di Roots Manuva per l'occasione- e Close Your Eyes, vi sono tracce in rilievo per il groovemorphing originale (Gadget Funk) e intriganti commistioni (in Serge -allusione a Serge Gainsburg?- capita si sentire strascicate sbavatura proprie dell'elettronica parigina con percussioni latineggianti e funk; mentre non disattendono la loro passione per le soundtracks "blaxploited" in tracce come Kittyknapper e I Know A Bloke. Fondamentale la presenza di Jean Grae, fenomeno femminile dell'hip hop sotterraneo newyorkese (non si puo' nel suo caso non parlare di personalita' artistica quando la si sente incastonare le parole sulle ritmiche!). In conclusione la critica che potrebbe muoversi a questo disco e' che talvolta si nota una certa aderenza a dei cliche' consolidati, ma quando ci si sofferma sulla perfezione esecutiva i nostri timpani diventano indulgenti.


01.Take London (intro)
02.Nah' Mean, Nah'm' Sayin'
03.Song For Mary
04.Generals
05.Gadget Funk
06.Failure's No Option
07.Lord Lord
08.The Man Who Knows (Interlude)
09.Kittyknapper
10.Geddim'
11.Close Your Eyes
12.Sonofanuthamutha
13.Twice Around
14.I Know A Bloke (Interlude)
15.8 Men Strong
16.Serge

Distribuzione Family Affair

Pagina a cura di Vito Camarretta 01/07/2005