Rieccoli i Mùm, ma questa volta in una ristampa della berlinese
MorrMusic con quel disco uscito nel 1999 che li ha resi famosi nel mondo.
Gli islandesini -ci piace pensarli un po' come i bimbi di quella favola islandese sull'origine
degli elfi che non vennero nascosti agli occhi di Dio e che solo per quello non furono tramutati
in quegli esseri capaci (stando alla tradizione) di parlare con i fiori!- li conoscete già
benissimo, ma a molti di voi è sfuggito questo album. Probabilmente il lavoro che riuscì ad
incunearli nei ventricoli talvolta congelati della critica con il loro impressionante stile calato
in magiche atmosfere ai limiti delle pure parestesie percettive e coscienziali tra l'infantile
e l'ipnocarillonico, che vi calerà in giochi mentali di regressione tra grinze ritmiche e sonorità
che spiegazzano i giochi dei bambini di una nursery piena di strumenti emanasuoni e bacchette
magiche, che sebbene la band abbia confezionato per sè facendone la propria stanza espressiva
preferita, vi riporterà inevitabilmente ad immaginare una balia dal sorriso sinistro e dai denti
durban's a farvi carpire tutti i suoni dei vostri giocattoli.
L'album fu già pubblicato quasi sei
anni fa dall'islandese Thule (un'etichetta dal nome "esotericamente" altisonante a dir poco di
cui ci accorgemmo già qualche anno fa) e sono già stati pubblicati i remix sempre ad opera della
Thule (un consiglio... se non l'avete già fatto procuratevi anche quelli...) e in parte si è
nutrito della fama della contesa fra la Sony e i Mùm per la diffusione non autorizzata da parte
del gigante discografico in uno spot pubblicitario di I Am 9 Today. Ci pare inutile riproporre
una disamina delle singole tracce del disco, di cui troverete ampia disamina in recensioni dle
tempo sulla stampa specializzata estera e -con qualche difficoltà- su quella italiana. Rinnoviamo
l'invito a tuffarsi nell'incantevole commistione sonora dei Mùm. E ricordate di mettere l'accento sulla U!
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