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Piccola ma attiva etichetta, che già ebbe modo di stupire i più lo scorso anno con una raccolta
di produzioni registrate venti anni fa scovati nelle teche più oscure e impolverate di dischi
soul, funk e jazz, la Soul Jazz sembra voler dare inizio ad una raccolta di gingilli della folta
area stilistica ascrivibile variegatamene come IDM, microhouse, laptop music, post-techno et
caetera. Musica elettronica per farla breve. E di pregevole qualità e sotto la fascinosa
denominazione -Microsolutions to Megaproblems ha lo stesso tenore di una pubblicazione di
nanotecnologia applicata all'oncologia!- a cui si conviene ogniqualvolta si cerca di aprire
nuovi varchi all'interno di un catalogo decismanete differente nel genere.
Molti nomi vi
saranno già noti. Cominciando dai Telefon Tel Aviv (la cui fama ha raggiunto l'apice in Italia
con Map of What Is Effortless, ,a che altrove erano già note per collaborazioni con eminem e
Nine Inch Nails), qui impegnati nel raffreddare il piatto caldo di barbecue di Ammon Contact
con melodie sfrangiate che sfociano nelle più classiche degli incedere rockasteady secondo lo
stile che gli ha tributato una certa fama. Anche Kit Clayton a qualcuno dirà qualcosa…
considerato da molti il luminare del funk al Digital Signal Processing, il manipolatore di San
Francisco -più ieratico narratore che mai visti i riferimenti all'epopea di Gilgamesh- dà inizio
alle danze digitali con Humbaba -nome del mitico demone la cui faccia era fatta di spire
intestinali (abbastanza schifosa come immagine), guardiano della Foresta del Cedro, sede
degli dei nella mitologia accadica- discreto esercizio di dub elettronica e di cutting,
mentre ricorda alcuni episodi dell'acid techno -anche se ritrattati con effetti echo tipici
della dub- la traccia Enkidu (nome del coraggioso eroe che assieme a Gilgamesh avrebbe ucciso
Humbaba-. Interessante anche la diluizione old jazz proposta dal ultra-dandy Daedelus su
una traccia degli Hu Vibrational -4/4 clappato e lead guitar funky su uno sbilenco motivo
di pianoforte che vi catapulterà in un tabarin jazz dal pungente odore di baricchi per whisky-
Ottimi freak sonori con altissimi dosaggi di suoni tagliati e bassi alla gommapiuma propongono
anche Kid 606 -quasi grottesca la loro Banana Peel- e A.Greenman -pregevoli i passaggi dal
maniacalmente preciso al ridicolo… vi sembrerà di ascoltare inizialmente una traccia
confezionata da un dj con la fissa per i peaks ma si è spiazzati quando si odono suoni
assolutamente improbabili messi qua e là tra un beat e l'altro-, mentre intriganti sono
certi revival sonori di Tim Exile -su un motivetto che non farete fatica a riconoscere in
Body Ginger noterete innesti di suonarelli che sembrano prodotti dai bambolotti col fischione-
e di Sutekh -che gioca col dumping e coi ponti elettrici, confezionando buoni episodi di
tech-house abbastanza pompata-. Ineccepibile, am forse ancora troppo laptopfiliaco Sutekh.
Prima raccolta di una serie che si preannuncia lunga….
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01.Kit Clayton Humbaba 02.Secondo We Got It 303 (live edit) 03.Rekid Tranzit 04.Ammon Contact BBQ Plate (Telefon Tel Aviv Mix) 05.A.Greenman Discoethique 06.Sutekh Mouth Party 07.Ammon Contact On Bellflower 08.Hu Vibrational Sunkissed (Daedalus Mix) 09.Kid 606 Batmen 10.A.Greenman Sunday Kind Of Love 11.Kit Clayton Enkidu 12.Sutekh Boulez Toes 13.Hu Vibrational Friend & Gardens (Corker Conboy Mix) 14.Tim Exile Body Ginger 15.Kid 606 Banana Peel |
Pagina a cura di Vito Camarretta 19/10/2005