E' il Felix Laband che non ti aspetti quello che emerge da quella che secondo noi e' una
delle migliori produzioni Compost degli ultimi anni. Spiazza fin dalla veste in cui si
presenta l'eclettico musicista sudafricano, che sembra intenzionato a guadagnarsi un posto
nell'evoluzione del nu jazz contamindolo con quanto ha propinato principalmente attraverso
l'ottima etichetta African Dope, la piu' "internazionale" delle etichette africane,
ossia una strana alchimia di elementi attinti dal filone "exotico" dell'elettronico,
dall'hip hop e da madrigali folk assemblati con sequencer e multitraccia. La veste,
dicevamo. Un teschione che spiazzerebbe i piu' necrocentrici dei metallari, che sembra
indicare una via di uscita e che ricompare nell'artwork intento a suonare un organo
bislacco. Nella convinzione che questo disco riuscirebbe a convertire un fan dei
Megadeth all'elettronica, Dark Days Exit e' una sapiente commistione di indie pop,
folk, post rock, musica d'atmosfera della cosiddetta "old school", elettronica con
tiepidi elementi copiati e incollati dal database sonoritmico jazz e dalle sonorita'
delle colonne sonora del cinema francese. Tutto il ghiaccio che qualche critico
vorrebbe racchiudere l'espressione musicale mediata dalle macchine e' liquefatto
dalla sensibilita' di Felix, che riesce a conseganre quadretti degni del piu'
talentuoso dei pittori impressionisti. Con rapide pennellate sonore, verrete
catapultati in una collina verdeggiante del Kent o a passeggiare sotto l'ombrello
per ripararsi dal sole con una lady lacrimosa e gustosamente nostalgica, a misurare
la frequenza del respiro della vostra immaginazione a colpi di metronomo o quello
di sonnecchiosi esseri dormienti immersi in una bergerie di altri tempi, a
scandire il tepore primaverile attraverso sensazioni pavilliari, a raccogliere
more con il fantasma di una bambina...
Se non ci credete, vi invitiamo ad
esplorare le melodie tintinnanti e le ritmiche dolci di questo disco soffice
soffice, che ha gia' strappato elogi entusiastici di blasonati musicisti.
Rage l'ha associato all'LSD liquido, Peter Kruder ai benefici per un rapporto
di coppia (!), Rockdigest ad un immaginario remake di Twin Peaks a Citta' del Capo,
Laurent Garnier si e' limitato a riportare il suo sommo
sbalordimento, altri l'hanno
associato ai primi Kruder & Dorfmeister, agli
Stereolab, ai Forest Mighty Black, agli
Air se non persino a Plaid, ai
Notwist o ai Console. Invero vi sono tracce assolutamente
impareggioabili per originalita' a precedenti lavori presi da repertori di altri.
I ricami fluidi del musicista sudafricano sono talvolta onirici e freakish, talaltra
ingannevolmente semplici o funky. Le avventure sonore che essudano dalle bizzarre
rimature polifoniche ricorderebbero tutt'al piu' episodi di narrativa sonora e di
autentico storytelling emergenti da workouts degli Autechre, di
Richard James o
dei Boards Of Canada o roster quali quelli di etichette quali la Melodic, la
Warp o la stessa African Dope. Molti i capolavori (Miss Teardrop, Sleeping
Household -bellissimo lo spazzolino sul fischio solingo, astratte melodie
aurorali e un sensualissimo e lento flamenco!-, Red Handed -i cui "stiramenti
sonori" ricordano molto le K&D sessions-, Whistling In Tongues, Radio Right
Now e Black Shoes -alla mente ci ritornano alcune textures degli islandesi Mum-).
Inevitabile l'intreccio con alter forme d'arte in cui Felix si cimenta
(video-art, graphic design e cesellatore sonoro per il cinema). Ineludibile
l'invito ad esplorare il pianeta sonoro di Mr.Laband. Ne rimarrete folgorati!
Quotes
"An inspired and deep album of esoteric kindness and warm tehcnology... had a very sensual evening with this record… candles, massage oil and this music can save your relationship" Peter Kruder / G-Stone
"Stunning album!" Laurent Garnier
"It has the dark sparkle of Air's 'Moon Safari', random trippy flashes of Pink Floyd's earlier sounds, and if David Lynch had based 'Twin peaks' in Cape Town's City Bowl, then this would work as the soundtrack." SA / Rockdigest
"'Miss Teardrop' is a sublime brill supertune… sneaking carefully into your ears and remaining there for a long long time… excellent!" Richard Dorfmeister / G-Stone
"An insane swirling ambient dub glitch freak show." Dazed & Confused
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