Klaus Schulze

 

Moonlake

 

Synthetic Symphony/SPV

elektronik

 



Considerato uno dei corrieri cosmici assieme a formazioni quali i Tangerine Dream (in cui ha militato come percussionista...), gli Ash Ra Tempel, Cluster,..., Klaus Schulze ritorna e sembra oltretutto che non voglia rinunciare affatto alle sue ambiziose aspirazioni "wagneriane". Come nel passato il proposito di Klaus sembra immutato e inscalfito dagli anni: "unire tradizione e visione" -per chi avesse ancora qualche dubbio sull'accostamento con Richard Wagner, già peraltro dalla stampa di settore fin dai suoi esordi. Moonlake -il titolo è dedicato all'omonimo laghetto austriaco, il Mondsee nella regione del Salzkammergut, e all'affascinante natura che lo circonda e lo connota, irrimediabilmente riflessa nella potenza e nell'intensità dell'album- è un altro dei pianeta del sistema solare schulziano, dato che è intimamente collocabile nell'affastellato cosmo delle sue produzione e neanche gli archetipi della sua personalità, grondante romanticismo e una certa attitudine da viandante, sembrano molto mutati rispetto al passato.

A coloro che sono approdati da poco all'esplorazione nell'universo della musica elettronica, molti passaggi della musica di Klaus sembreranno preistorici. A coloro che hanno ben spulciato negli archivi storici del genere, parrà di riconoscere qualcosa di differente: ebbene maggiore risalto il padre della kosmische musik, lo dà al ritmo -aspetto forse sempre ausiliario ma mai protagonista dei suoi passati (capo)lavoria proposito del quale il rinnovato Klaus ha dichiarato senza onta alcuna e riferendosi evidentemente al suo primo amore (le percussioni per l'appunto) "I fell in love with grooves again!"- e -altra novità affatto trascurabile- è la prima volta che Schulze suona il suo adorato Mini-Moog con tanto di effettistica di corredo (distorsioni e wah wah!) in uno studio sdi registrazione, il che sembra donare a Klaus una botta di adrenalina per creare un album piuttosto vibrante. A proposito del cosiddetto elemento etnico che riemerge principalmente in quella che ha l'aria di essere la più "riuscita" delle 4 suites di Moonlake (Playmate In Paradise), Klaus riferisce. "The ethnic element comes from Thomas Kagermann, better known in earlier times as Fiddle Michel. He actually comes from the folk scene. However, today he is very open to what I am doing. It's the counterpoint to conventional electronics, which allows you to expand considerably. When you are working exclusively in the electronic field you often get caught in a box. By means of using uneven patterns perhaps, which are looped but have a groove in them, there are completely new moments and aspects". Delle quattro suites contenute nell'album due (Mephisto e Same Thought Lion) sono state registrate in Polonia il 5 Novembre 2003, durante una memorabile esibizione a Poznan per il light show di Gert Hof. Una menzione doverosa va fatta alla SPV, che sembra voler portare avanti l'attività di recupero di "vecchie glorie" -ha dell'anacronistico, ma soprattutto il tentativo si colloca in controtendenza con il resto del panorama discografico- nell'elettronica, sperando che abbia successo almeno quanto ne ha avuto per il rock.


01.Playmate In Paradise 30:07
02.Artemis In Jubileo 17:49
03.Same Thoughts Lion 10:39
04.Mephisto 15:23

Pagina a cura di Vito Camarretta 04/11/2005