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Bilanciatamento basico all'acido ialuronico, questa issue di Raoul Walton aka Wei Chi capace
di spingersi utilizzando l'abilità espressiva del roster Compost oltre le definizioni e
le catalogazioni. Attinge dal jazz modale più classico e dai soundbank techno e pop e
dalla fantasia di numerosi artisti (Ben Mono, Fauna Flash, Osunlade, Moonstarr) e al vasto
range di acuti di Merit Ostermann. Il risultato risente delle esperienze passate e del
curricula di studi di Raoul, ottimo musicista formato da leggende viventi del jazz
(tra cui Barry Harris) e collaboratore di personaggi quali Andy Thoma (dei Mouse On Mars),
Brian Eno, Holger Chukay, Fauna Flash, Truby Trio, Loophole, 5AM, Mousse T, Klaus Dinger
dei Neu! e numerosi altri.
Non meraviglia dunque il fatto che Raoul, pur prediligendo la
maniera "classica2 di comporre songs con la costante ricerca delle linee melodiche
costruite con carta e penna o i combo più tradizionali, cechi l'integrazione con la
musica per clubs. Integrazione più che riuscita stando al tenore qualitativo di questa
One I, Two Eyes. Il modo in cui è stata assemblata la tracklist fa pensare che il pitch
stilistico si sposta con gradualità dalla track 1 alla 12 verso orizzonti stilistici più
canonici. Difatti se i primi brani sono più incentrati sulla timbrica sintetica
(soprattutto percussiva) e su clubtuning, i brani seguenti sono decisamente più
"canonici" e talvolta quasi manieristi fino a sfociare nella chiusa Clouds, una
smooth-song che attiverà i centir onirici ai possessori di padiglioni orientati
alle suite glutinose e le arie alla King Cole daughter in un concentrato zuccheroso
di note al pianoforte, ottoni e contrabbasso. Nothing to explain (If u get on the
clouds)!
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| 01.If You Fall (Sky Broken)
02.Never Let Me Down (new version) 03.New Paradise 04.Dream 05.Faces & Places 06.Fire 07.Light 08.Heaven 09.The Only Way 10.Sun, My Sea 11.Pray For Peace 12.Clouds |
Pagina a cura di Vito Camarretta 25/09/2004