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E' passato appena un anno dall'uscita di
Roboto Ashido Funk. Un anno durante il quale
l'inglese Martin Wheeler ha assemblato Vector Lovers -prodotta dalla scozzese Soma-. Da
tempo trasferitosi a New York, città dalla quale stanno arrivando numerosi lavori tecnocentrici
e robocopulatori, su cui avremo modo di ritornare a parlare, Martin cattura tutte le
stimolazioni audio che si suonano nei club electro newyorkesi e li rielabora filtrandoli
con la fantasia propria di un appassionato di manga e fantascienza (I, Robot di Asimov è
la più logica delle associazioni tra questo disco e gli scaffali di una libreria) riletti
con humour tutto inglesi, di cui è indizio l'ironia con cui Mr.Ruotaio gestisce la sua label
personale, la Iwari: chi avrebbe messo in carrozzella un robot o fatto pulsare una chiave di
violino nel petto di Commander, ponendo tra le referenziali di un robot tutte le "debolezze"
umanoidi dopo che i cartooner nipponici gli hanno impiantato i moduli idealistici e morali
(se non ci fosse Mazinbga o Goldrake a difendere l'umanità del male, chi avrebbe
ottemperato al gravoso onere di garantire giustizia e pace sulla Terra?). La musica
è una miscellanea dopaminica di electro, house ed elettro-phunk assemblata da un buon
"arrotavalvola" qual è Martin, sospesa tra sogni emorobotici, compenetrazioni coassiali
tra sentire umano e percezione robotica, ma capace di far battere il piede, muovere
il collo e talvolta oscillare il didietro.
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| 01.Girl Robot
02.Tokyo Glitterati 03.Telecom Meltdown 04.Electrobotik Disco 05.Funk & Droid 06.Electrosuite 07.Yamanote Sundown 08.Futures In Plastic 09.Kissed You By The Fountain 10.Lake Nocturne 11.Metrolux Forever 12.Solitaire |
Pagina a cura di Vito Camarretta 16/10/2004