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Utabi Manchurian Candy IDM Click'n'cuts |
Non si sa molto di Utabi Hirokawa, co-fondatore dell'etichetta 19-t Records di Tokyo,
nonchè acclamato virtuoso di micromusic dopo l'ultralimitata release di Chipped Plastic,
album interamente realizzato con uno Sharp X68000 (coevo dell'Amiga 500 e diffuso a fine
anni '80 sul solo mercato giapponese). Un programming più evoluto sostiene le 15 tracce
di Manchurian Candy (che esce in Europa per la londinese ADAADAT), sebbene la sintesi
sonora a 16 bit del vetusto Sharp vi permanga, riemergendo in primo piano nella polverosa
"Bwangwui" (vera e propria videogame soundtrack registrata con rumore di fondo) e nel più
sofisticato, saltellante contrappunto flautato di "Three Tennies". Si percepiscono
influenze richard-d-jamesiane in alcuni brani (come "Windo05", "Crackbank Cheese",
"Wave Ladder"): loops fratturati che grandinano con infantile, divertita molestia sulla
ritmica di base, abbondanza di sonorità scratchy, ariosi inserti casualmente eufonici.
Ma l'ascolto più esteso rivela tutto l'eclettismo di Utabi, a partire dall'utilizzo
dei campioni vocali, perfettamente adattati alle sue policrome escursioni di genere.
"Yorange Peel" liquefa e àltera una voce femminile in un ibrida sensuosa ricorsività
r'n'b (Janet Jackson suonerebbe infinitamente meno tediosa se trattasse i suoi soffiati
orgasmi nello stesso modo); "Kmoizcarkt Shoimse Back" gioca con l'hip-hop ;
"Turntable Utabied" suona una micro-sinfonia per archi accelerata alla Neu! maniera;
"Manchurian Candy" è un 2-step digitalmente sfilacciato con sfondo di coretto orientale,
scelta che si ripete nei breaks di "Fly It Away". La costante presenza di modulazioni
melo-armoniche ispirate all'Estremo Oriente inducono a ritenere non casuale la scelta
del titolo dell'album, che prenderebbe spunto da "The Manchurian Candidate",
pellicola del lontano '62 di John Frankenheimer e riadattata da Jonathan Demme
(il regista de Il Silenzio degli Innocenti) proprio
quest'anno. Nella prima versione, un manifesto anti-maccartista, si assiste alle
vicende di un gruppo di soldati americani, rapiti nel corso di una operazione di
guerra in Corea e al rientro in patria successivo alla loro liberazione.
Incubi ricorrenti inducono ben presto il capitano Shaw a ritenere di aver subito un vero
e proprio lavaggio del cervello durante i giorni di prigionia: lo stesso trattamento che
avrebbe trasformato il suo sergente (oramai divenuto un eroe nazionale) in un killer
obbediente ai comandi impartiti a distanza dal lontano nemico orientale. A sua volta,
Shaw viene sfruttato in virtù dei suoi meriti patriottici dalla ex-moglie, impegnata
nella campagna elettorale per la nomina di vice-presidente del secondo marito. Dunque,
un trattatello filmico sulle manipolazioni più o meno dirette.
Che quello di Utabi sia
un parodistico punto di vista sull'occidentalizzazione dell'Oriente, o, versa vice,
dell'orientalizzazione dell'Occidente? Che sia la dichiarazione di un personale approccio
alle deformazioni elettroniche? Di certo il suo brainwash è tra i più gradevoli da subire.
Soprattutto quando i toni si fanno più subliminali ( la morbida con-fusione pan-etnica
di "Set Her Eyes Xochipilli",la fluida sospensione ambientale di "Mogood" e il finale
crescendo di "Cassia Angustifolia"). A proposito di significati reconditi... la Cassia
Angustifolia altro non è che la senna, erba dalle note proprietà lassative... Xochipilli,
dio azteco dei fiori e dell'amore...quanti stimoli ci regala questo Utabi...Vivamente
consigliato.
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01.Wind05
02.Crackbank Cheese 03.Kmoizcarkt Shoimse Back 04.Three Tennies 05.Lightpollution 06.Doll-Shape-Automaton 07.Turntable Utabied 08.Yorange Peel 09.Manchurian Candy 10.Wave Ladder 11.Set Her Eyes Xochipilli 12.Mogood 13.Fly It Away 14.Bwangwui 15.Cassia Angustifolia |
Pagina a cura di Ivan Capozza & Vito Camarretta 22.09.2004