L Pierre

Touchpool

Melodic

epic-idillium

 

 


E' un po' presto per parlarne (dato che l'uscita è prevista per il 17 gennaio), ma avrete più tempo per procurarvelo, dato che il nuovo disco di L(ucky) Pierre (Aidan Moffat) -la scelta del moniker suonerà un po' "volgare" a chi intende la fraseologia urbana...-, gamba degli Arab Strap, rasenta il capolavoro: struggente, evocativo e tragicamente bello, pieno di chiaroscuri interlacciati a sinfonie d'archi che solo un musicista con il percorso artistico di Adam poteva ben rendere. Poetica glitch, dirompenti luccicori e barlumi di psichedelia campagnofila assieme alla fotografia di copertina (che riproduce un seno sorretto da una mano con unghia smaltate) fa pensare ad un esplicito invito dell'artista a poppate di muse-ica e fa pensare a qualche nota novella di Ballard, alla diagnosi di un meningioma, agli audio-crespi alla Cocteau Twins.

Intriganti i titoli: l'artritica Rotspots From The Crap Man media il titolo da quello di un articolo apparso su un tabloid scozzese sul misero turismo che interessa la regione; mentre Velbon -come spiega lo stesso Aidan- non è altro che l'anagramma fra le iniziali -LVB- di Beethoven e del cognome di Brian Eno, il che descrive splendidamente la traccia - Beethoven looppato fatto suonare come le più crepitanti delle ambient suites di Eno; Jim Dodge Dines At The Penguin Cafe, chiamata così perchè ad Aidan ricorda i libri di Jim Dodge (se non lo conoscete cominciate con il leggere Fup , divertente libello che ha per protagonisti Granddaddy Jake Santee -un arzillo 95enne, che prolunga la propria esistenza bevendo un particolare whisky, che vince una fattoria grazie ad una scommessa-, il figlio Tiny -la cui principale occupazione è ergere steccati- e il papero Fup -vero protagonista della storiella) e i suoni della Penguin Cafe Orchestra di Simon Jeffes. E ancora su Total Horizontal: "così il mio amico Neale descrive lo stato psico-fisico nel quale dovrebbe essere ascoltata la musica". Le tracce sono tutte meravigliosamente assemblate: il picco più alto riteniamo venga raggiunto in Fan-Dance, dal trasognato incedere cinefilo (molti gli echi dei più oscuri Cinematic Orchestra), e nello "shockante" idillio beethoveniano di Velbon. Il legame con il progetto Arab Strap è preservato dal contributo di Malcom Middleton alle linee di chitarra e basso in Baby Breeze e da quello di Dave MacGowan e Allan Wylie -della line-up degli AS durante i live set-: il primo controlla la pedaliera in Jim Dodge.. e il secondo è la tromba di Total Horizontal. Così Aidan spiega la differenza fra Touchpool e l'album che l'ha preceduto -l'acclamato Hypnogogia: "I think the album sounds more together as a whole than Hypnogogia, because it was recorded with the intention of making an album, whereas the first one was a bit of a lucky dip and made up of tracks that I'd done over a few years. This wasn't an artistic choice, just sheer laziness!". Consigliatissimo.

01.Crush
02.Rotspots From the Crap Map
03.Jim Dodge Dines at the Penguin Cafe
04.Baby Breeze
05.Fan-Dance
06.Velbon
07.Total Horizontal

Pagina a cura di Vito Camarretta  03.12.2004