Gran bel raccoltone curato dai maghetti della dub più chiccosa e profeti del outernazionalismo,
qualcosa che dal nome parrebbe una specie di conglomerato di allucinazioni socialiste, ma che
in realtà allude ad una prospettiva musicale che accomuna chi è abituato a percepire i confini
stilistici -attitudine propria di certo modernismo- come qualcosa di effimero sul piano
geografico, avuto riguardo del tentativo di coagulazione e fasciatura esperito da sempre da
Eric Hilton e Rob Garza fra sonorità contemporanee, funk, movimenti cinematici, dub e particolati
di jazz. Un'amaca rilassomatica per sornioni pomeriggi post-estivi pura instillata da barilotti
di diversa provenienza: dagli echi easy-listening dei Boozoo Bajou all'exotic funk di Big Boss
Man, dalla funk dal retrogusto frivolesco e bigbandolero dei Breakestra alla sgaloppata tra
freestyle e funk di Major Force, dalle venature brazil-soul dei tedeschi Gimmicks al sitar
escretorio di +itività di Mathar e via via in un convincente rincorrersi di groove che scava
in interstizi dub, che scende giù come il succo di maracuja. Una sola nota dolente: la
copertina argentata che riflette troppa luce tanto da non venir digitalizzata dal mio scanner!
[Non autorizzo le agenzie pubblicitarie a mandarmi pubblicità su nuovi scanner e prodotti
informatici ai sensi della legge outernazionale sulla saturabilità dei sistemi di tolleranza
dello spamming.]
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