Questo è uno di quei dischi che va riposto tra gli scaffali delle teche, perchè di storia del breakbeat
e dell'inconfondibile marchio del Bristol Sound trattasi e perchè Rob Smith & Ray Mighty ne sono precursori
prima ancora degli araldici Massive Attack, Portishead, Roni Size e Tricky.
Impollinatori della scena, muovevano i
primi passi all'inizio degli anni '80 con l'adidasiano Three Stripe Sound System , a cui seguirono le prime
produzioni: nel 1987 alcune cover di Burt Bacharach -"Anyone (Who Had A heart)" da Anyone e "Walk On By" da Walk On-,
dalle quali si potevano evincere i tratti caratteristici del loro sound -basslines piuttosto asciugate, arrangiamenti
curati ma scarni e voci con un ammanto soul, cianografia azzeccata di quanto promanerà dalla cittadina costiera britannica.
Dopo un contratto sfortunato con la London Records, giunse il primo album nel 1995 "Bass Is Maternal" (rieditato qualche anno fa).
Il resto della storia è noto ai lettori affezioanti a thevibes. Dopo tre album e una dozzina di 12", è giunto il momento di una
retrospettiva per l'appunto, non un comune "best of", dato che contiene anche alcune rarità praticamente introvabili
attraverso i canali ufficiali. Innanzitutto Come On Back , cantata dal leggendario Carlton . Il suo "The Call Is Strong" è ritenuto
da molti critici musicali di gran lunga più importante di "Blue Lines" dei Massive Attack e persino Daddy G ammise in un'intervista:
"...it was Carlton who made THE Bristol record". Stessa protata storica conserva Wishing On A Star , i cui diritti sono stati recentemente
acquistati da Mr.Virgin (Richard Branson). Sebbene è innegabile che questo lavoro provenga da un periodo fecondo per la produzione
musicale, non crediamo sia il caso di alimentare polemiche ponendo a paragone quanto si produceva qualche anno fa con quanto si produce oggi,
seguendo quello che sembra essere un clichè editoriale diffuso (il caso più clamoroso: Roni Size in un'intervista per la londinese Time Out
a gettare fango sulla produzione discografica odierna drum'n'bass. Roni è un mostro sacro -si intenda-, i suoi Grammies sono più che meritati,
ma il fatto che tiri fuori questi
giudizi in concomitanza con il suo ritorno sulla scena desta qualche sospetto... se la sarà presa per il severo giudizio della critica di alcune
delle sue recenti produzioni, non proprio commisurate all'innovazione che seppe apportare al genere???). Frattanto godetevi questo "best of". Indipendentemente che siate
storiografi o nostalgici.
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