recon

 

white label

 

highpoint lowlife records

abstract beats

 



Chi si malcela dietro lo pseudo Recon è Chris Coode, manipolatore noto per il progetto Motion -di cui consigliamo di procurarvi Every Action e Dust su 12k,l'etichetta minimalista di Taylor Deupree, recentemente gemellata con la Fat Cat per alcuni split-. Qualcuno notò che il suo approccio all'audience è ascrivibile alla schiera di artisti e performers che insistono sul concetto performativo della collaborazione. Fra chi non è difficile immaginarlo: fra il perfomer da una parte a proporre suoni combinati e ricombinati in vario modo e l'audience dall'altra a utilizzare orecchie e immaginazione. In questo progetto, la confortevole ubicazione artistica soggiace nell'idea del movimento. Tanto che qualche recensore d'Oltreoceano preferisce parlare di dance per descrivere l'astrattismo (o il sound-stipplering per meglio dare un'idea) evidente in cui si rifugia Mr.Coode. astrattismo che lo accoumna a numerosi performers tedeschi (si pensi a quanto secerne da etichette quali ~scape o chain reaction). Nonostante la scarna struttura dei brani (una battuta ripetuta in maniera quasi ossessiva su innesti e stratificazioni di suoni e rumori collocati ed effettati come se captati in un campo di dispersione elettromagnetica), i sonorismi di Chris essudano complessità e le sue suites non annoiano. Gli episodi più interessanti: M15 -un'ottima prefigurazione audio del fenomeno noto agli astrofili come core collapse, di cui la Messier 15, un ammasso globulare a qualche anno-luce da noi, è rappresentativo-, Program Loop -spicca il pattern ritmico caratterizzato da quartine ravvicinate-, Section e va/lov+ -ricavate da loop house lentamente decostruiti-, Travel Analogue, Motorhome (un manifesto sonoro della domotica?), Fold e Ellipse -puro staedtzisism!-.

01.Clear
02.M15
03.Circle
04.VA/LOV+
05.Section
06.Late. N
07.Program Loop
08.Travel Analog
09.Ditr
10.Ellipse
11.Motorhome
12.Fold

Pagina a cura di Vito Camarretta 05/08/2004