Giungono sulla Terra direttamente da Urano le galattiche Creature dei Grand Pubahs
(si notino l'inizio e la fine del nome del primo pianeta extra-saturniano e poi si
analizzi l'anatomia inconsueta di questi extraterrestri!), eccentrici personaggi
emersi negli ultimi anni nell'ambito della vasta scena elettronica di Detroit.
L'atterraggio è morbido nell'introduttivo groovettino di "Landing in Detroit". Per
quasi tutto il resto gli ingredienti sonori di questa colorita (a dir poco) invasione
sono certamente non inediti: una minimale tech-house con venature electro-funk-noir
(più che black) a renderla vagamente più "cool" (è concesso il doppio senso fonico in
italiano). Di certo il valore aggiunto risiede nel fantasioso concept da sci-fi comics
che permea l'intero disco e nei testi al limite tra il grottesco ed un ironico scabroso.
Non falliranno nel proposito di riempire dancefloors (in questo momento i Pubahs sono in
giro per l'Italia a diffondere il loro verbo) il martellante passo di "Big Onion" con Paris
The Black Fu che geme anelante dietro un vocoder fumettistico: "Shake that big onion!",
o l'altrettanto catchy-acid "The Clapper", entrambe tracce con le quali si cerca di bissare
il successo del vecchio singolo "Sandwiches". Tra le dancefloors papabili vorremmo
proporre (se non direttamente a Paris, a chi di questo disco voglia servirsi per
ravvivare una bella serata estiva) o il terrazzo del vostro condominio, per una
festicciola propiziatoria in vista della prossima seduta collettiva (saltate però
la traccia dieci "Training with Dick Cannon" o la grassa signora del secondo piano
potrebbe farsi strane idee sulle ultimissime strategie di dimagrimento); oppure
il nuovo locale di Briatore in Sardegna (che ne direste dell'inno alla tetta
naturale di "Tig O' Bake Fitties" con quella bella chitarra funky-agonizzante?).
Non se la prenderà il nostro istrionico Paris: lui è uno a cui piace divertirsi,
sebbene non manchino momenti più critici e attacchi politici come nella quasi
dark "Dead Presidents" o nella liberalizzatrice "God Impostors". Il confine tra
serio e faceto non esiste su Urano. Buon divertimento terrestri!
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