Living Ornaments

Klonten

Scarcelight

topiary electronics

 

 


Questo split ha solo un difetto, quello di tutti gli ep: dura troppo poco. Appena 20 minuti e qualche manciata di secondi. L'incomprensibile mormorio introduttivo di Chriettitulear sembra trovar prosecuzione nell'intreccio fra breaks che ricordano quelli in uso nei primi novanta, una melodia al piano "inzaccherata" col pitch, percussioni simili a campane effettata con l'echo a iosa, che confluiscono nel breve ipnocrepitio di aartstaartjes, parentesi che precede "diewertjeblok" (l'adozione di questa friggitoria di suoni per marcare i passaggi da un setting ad un altro č cosa frequente di recente - in Everlasting Blink dei Bent per esempio se ne fa un uso sovrabbondante-), che in tre minuti condensa una marcettina swing su suoni aereocriptici alla Simonetti. Pennellate orrorofico-psicotiche che i Living Ornaments sembrano predilire anche nella sordida edwinrutten o nella sbilenca chitarra unita ad un didgeriviolino (un violino che in alcuni passaggi suona come un didgeridoo) in hanpeekel. Ascoltando harmensiezen ci si puņ chiedere se il duo olandese (all'anagrafe Lars Meijer e Coen Polack) non si sia ispirato al robot alcolizzato dei Groening o viceversa. Lo sbiascichio elettronico di questa traccia prosegue in henkmouwe, che chiude questo split in una cornice di brulicanti solletichii di tickles. Nonostante il fatto incontrovertibile che le scelte stilistiche non andrebbero messe in discussione, forse il disco -pubblicata dalla Scarcelight di Chris Jeely (aka Accelera Deck)- difetta nel set percussivo riconoscibile e un po' attempato. Ad ogni modo le atmosfere evocate sono nel complesso molto suggestive.


01.chriettitulaer
02.aartstaartjes
03.diewertjeblok
04.edwinrutten
05.hanpeekel
06.harmensiezen
07.henkmouwe

Pagina a cura di Vito Camarretta  14.07.2004