Per chi conosce e per chi apprezza le mutazioni, questo suo nuovo disco rappresenterà
null'altro che il consolidamento artistico forse ancora più romanticoso che nelle trascorse
puntate discografiche. Per costoro sarà meglio evitare l'acquisto, dato che nonostante la
piacevolezza del sound di Victor Davies, questo Hoxton Popstars si discosta poco rispetto
a quanto già ascoltato in passato.
Insomma la solita paccottiglia di romanticismo, elementi
latineggianti, bossa nova, samba su un mainstream decisamente pop a qualcuno piacerà ad altri
meno. Piacerà molto per esempio a tutte le donne a secco di romanticismo manifestato dal
partner: sarebbe ideale soundtrack tanto per spalancare le ante della finestra ad un
giorno di sole quanto per fare le pulizie di casa con l'ausilio di qualche detergente
miracoloso. Piacerà a quanti hanno un debole per il George Michael più rassicurante e
per chi per sollevarsi dalla routine d'ufficio fa "papparappapa" con il labiale.
Piacerà a chi avrebbe voluto vedere l'Elvis Prestley di Love Me Tender esibirsi usando la
scopa al posto del microfono. Hoxton Popstars -si badi- è un disco molto grazioso con
episodi davvero interessanti - Morning Sun, Mama's Eyes -, ma a volte non fa altro che un
collage fra i suoi vecchi brani oppure emula il peggiore dei Craig David (il giro di This
One's For Everyone è un quasi-clone). A dirla in breve, ci aspettavamo qualcosa di meglio,
ma le nostre aspettative sono state disattese. Speriamo per il futuro.
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