Irrinunciabile seleçao che attraversa il trend
geografico e culturale di uno dei posti del pianeta che vuoi per i paesaggi
immaginati durante la pausa caffè e poi riscoperti ancora più ammalianti di ogni
possibile rappresentazione mentale nel riduttivo ruolo del "turista" vuoi per le
contraddizioni socio-economiche vuoi per i declamati fianchi delle donne carioca
e i carnevali vuoi per le prodezze calcistiche è entrato nei pensieri di molti
tanto da aver indotto i negozianti di abbigliamento a tappezzare di giallo e verde
la maggior parte delle vetrine e da far credere a qualcuno che gli addetti al
cambio gomme ai box sono tutti della stessa nazionalitàò: quella brasiliana.
Sta di fatto che molti, dediti ad osannare le proprie prodezze sessuali o ad
elucubrare su scritti noiosissimmi (i vari Sepulveda, Coelho e assimilabili),
dimenticano che talvolta ciò che risulta più suggestivo di quella terra tocca
ben altri sensi. Non ultimo l'udito. Questo Gilles Peterson pare averlo capito
già da tempo, dato che non è nuovo a questo genere di lavori di import-export
sonoro.
Molte le chicche presenti in questa raccolta, suddivisa in due parti: Classico e Da Hora.
Entrambi contenenti brani di ottima fattura. Nel primo cd, Gilles predilige il cosiddetto
Brazilian soul, un primo prodromico tentativo di conciliare le sonorità classiche con i
gusti europei e soprattutto americani della decade 1965-75, tentativo che riuscì pienamente
a pochi al vaglio dei critici e del pubblico (un nome per tutti, Walter Wanderley
nell'ambito bossa nova). Non ci si meravigli troppo dunque ad ascoltare il funky con gli
agogo in No caminho do bem e simili atabaquas/contaminilia -divertentissimo il "Benguela swing"
degli Os Cobras- o tracce recentemente divenute note per i suoi adattamenti al beat (è
il caso per esempio di Tenha fé pois amanhã um lindo dia vai nascer, riproposta lo scorso
anno dal Truby Trio in una track dnb chiamata A Festa o l'Imprevisto dei Bossa Três,
usata da Nicola Conte). Azzeccati i "ripescaggi" di Wilson
Simonal (uno dei più apprezzati musicisti brasiliani, che fu ostracizzato verso la fine
della carriera, pare perchè fosse informatore della polizia brasiliana) e alcune tracks
"poppish" -Candomblé, O telefone tocou novamente-. Sui progetti presentati nel secondo cd,
avremo sicuramente modo di ritornare sporadicamente nel prossimo futuro e ci si propone
di parlarne con i diretti interessati. Nel frattempo, questa seleça ci pare un discreto
punto di partenza per cominciare l'esplorazione della selva di ritmi e cromatismi
musicali brasiliani e le più recenti contaminazioni con drum'n'bass, funk e hip-hop.
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