Gel-Sol

1104

em:t records

mystick fuffy ambient-dub

 

 


Nuova affasciante uscita della em:t, etichetta a cui abbiamo accennato in occasione della pubblicazione di un sampler. i riflettori sono puntati su Gel-Sol. Questo suo 1104 ha la consistenza di una soluzione gelatinosa, dato che se i padiglioni fossero organi tattili sarebbe percepibile come un ammasso collocabile tra una protesi al silicone e un palla da baseball antistress alla gommapiuma: dub-organica confluente in fiumane ambient-space-rock che ricordano gli anthem psicosonici degli Orb o le cadenze cangianti degli Zion Trion, le psicopolluzioni di Transient e tutto il treno di artisti legati alle sonorità Planet Dog. Tratta Stonehenge-Londra con coincidenza a Glastonbury con scanner capta-etere in dotazione.

L'incipit Assemblage Point richiama tematiche sciamaniche sul "punto di assemblaggio", notoria pastrocchia meccanosofica introdotto (o reintrodotto secondo alcuni) da Castaneda, il cui spirito autentico è ben colto dal musicista, ma per dischiudere le libraries sonore si deve aspettare la seconda track "Ombai strait" -per amor di dettaglio, precisiamo che lo stretto di Ombai, siglato ITF (Indonesian Through Flow), è uno dei due collegamenti geografici fra gli oceani Pacifico e Indiano, oggetto di numerosi studi batimetrici, il cui attraversamento crea non pochi problemi ai sottomarini americani per il raggiungimento della base di Guam-: il suono diventa sempre più chilled con campioni vocalici stereati e un basso che si fa sempre più roboante. Dopo qualche minuto di ascolto si prova la suggestione da vasca mesmer, che si protrae fino ad "Ach werden ijler" fino alla parentesi dell'eccitazione artefatto di uno speaker radiofonico americano (con la più classica delle esortazioni all'ascolto: "Stay tuned in a moment I reveal the secret of how you can win an extra 125.000 dollar cash prize") -e sentite come prosegue, paraculando l'etere americano con altri interventi e con jingle swing-jazz! simply juicy!!!-. E via con il glitch turbinico di Montauk e Numby Numbs, le cesellature melancoliche di Schwein Kuchen (alla lettera dovrebbe significare "torta di porco"... azzeccatissimi gli opening radiofonici con i "think positive"!), l'onirofila Few and Far Between (con la ridondante voce che ripete "Godzilla is now in New York City") e la bellissima chiusa "Feeling butter all the time" (ascoltatela in loop immaginando uan forma di burro mentre si scioglie...). Alla fine dell'ascolto, si ha la sensazione che GelSol abbiano appreso e messo in pratica la lezione che diedero lo scorso decennio gli Orb in album come Little Fuffy Clouds intitolata "how to do funny ambient without exiting from a dream"! E l'invito alla fruizione ci sembra scontato.

01.Assemblage Point
02.Ombai Strait
03.Ach Werden Ijler
04.Montauk
05.Numby Numbs
06.Schwein Kuchen
07.Few and Far Between
08.Feeling Butter All The Time

Pagina a cura di Vito Camarretta  12.12.2004