August Engkilde presents

Electronic Panorama Orchestra

PopSCAPE

tapetron fusionizm

 

 


Un colpo di tosse (quasi un singulto), l'incipit più garbato di chi ha qualcosa da dire nel protrarsi di una discussione soffocante e inconcludente cercando al contempo di schiarire la voce, come suol dirsi. Comincia così una delle uscite che teniamo a segnalarvi: quella di EPO (acronimo di Electronic Panorama Orchestra), interessante progetto portato avanti da August Engkilde, bassita, compositore, produttore, tastierista, arrangiatore e dj di Copenhagen con una grande esperienza (ha collaborato tanto per citarne qualcuno con Pole, la live band del mitico Senor Coconut -di cui si manifesta sovente e volentieri lo spettro-, Flanger, Band of Inner Urge -Storyville-) e provata propensione per il jazz. Interessante perchè chi ne ha assemblato lo scheletro mostra di avere un approccio alla composizione e all'espressione piuttosto ampio, attingendo da setting sempre mutevoli e stilemi acusmatici diversi (si attinge dall'attivissima scena downbeat danese -sospesa in una dimensione tra il contemplativo e il trasognato- nonchè dalle scuole jazz del nord europa che idealmente ha eretto un ponte sul Kattegat a collegare le tradizioni svedese -che ha avuto fortuna e largo seguito in questi anni- e danese con solidi piloni negli strascichi di intimismo e consapevolezza decadenti poggianti su avambecchi di vinili trip-hop "portishediano".

La contaminazione caratterizza tutte le tracce. Il jazz (qui più un metalinguaggio "transitorio", dato che vari stili -dal bluegrass fino al cubanbop, dal freejazz fino ad espressioni più "atlantiche" fino a scivolare nel funk, nel rhythm & blues, nella dub- vengono usati quasi fossero dei tiranti fra gli elementi timbrici) ne è l'amalgama. Il risultato è a dir poco originale, riuscendo a combinare nel tepore crepitante di ogni traccia moderno e "senza tempo", certa trascendenza propria delle sperimentazioni e un quid di "terreno", etereo e concreto, fosco grigiore post-industriale e vivaci cromatismi. Camei che a detta di Mr.Engkilde si prestano ad ulteriori rimaneggiamenti e dà ampio possibilità di improvvisare. Ottime le interpretazioni di Frida Asmussen (figlia del notorio violinista Sven Asmussen). Piacevolissimo tutto l'album con picchi in cui il lirismo si intreccia a divertite e divertenti sperimentazioni (Sing the Tom-tom, I Do, Goodnight Little E, The Bird & The Guitar) riuscendo difficile isolare singoli episodi per tacciarli di inespressività.

EPO Basic Group
August Engkilde: Computer, electronics e Basso
Frida Asmussen: Vocal
Joakim Frøystien: Chitarra
Hendrik Jørgensen: Tromba

01.Little Mary & Old George
02.Talk to Odua
03.I Do
04.Continental Travelling
05.The Tres Players Story
06.The Marriage of Hat & Boots
07.The Bird & The Guitar
08.Papergirl
09.Sing the Tom-tom
10.Goodnight Little E.

Pagina a cura di Vito Camarretta 22.09.2004