VV.AA.

EM:T 0004

em:t records

label sampler

 

 


In tempi di crisi per il mercato dei beni cosiddetti superflui, è sempre più frequente leggere di dissesti finanziari e clamorosi fallimenti anche nel settore discografico. Una crisi che riguarda distributori e produttori. Tra i fattori più importanti sono senza dubbio le abitudini di fruizione e le cosiddette mode. Quella della em:t è una storia particolare. Scomparve misteriosamente e quasi senza alcun preavviso nonostante l'apprezzamento generalizzato della critica per una delle etichette nella scena di Notthingham -rinomata fucina di talenti della sperimentazione musicale, città che ospita la sede tra le altre dell'apprezzata etichetta Earache) che ben si proponeva e continua a proporsi come staffettista di una scena che ha dato già tanto alla sperimentazione. Basti un dato: di Notthingham nei primi anni 80 si formò uno dei più importanti gruppi nella storia delle contaminazioni stilistiche, gli O Yuki Conjugate, i cui punti di riferimento sembrano in parte essere stati assimilati da chi ha voluto riportare in luce la em:t (entrata nonostante la sua striminzita produzione e la sua vita piuttosto breve tra le favorite di Andy Hughes degli Orb, Brannan Lane, Mia e International Peoples Gang, entusiasti nel contribuire all'infoltimento del roster della label). Ci riferiamo ovviamente a musicisti quali Jon Hassel, a certo (sopito) technotribalismo, alla psichedelia di Jade Warrior e ai frequenti sconfinamenti nella trance e al paganesimo qui ricombinati con intuizioni di altri artisti (l'Aphex Twin di Ambient Works o alcune produzioni di Robert Rich). L'uomo dietro la rinascita (o come ama definirla il protagonista la "nuova alba") è Matt Hall, che ha deciso, in barba alle mode, di non far rimanere insoddisfatti i padiglioni di quanti già apprezzarono le prime pubblicazioni em:t concentrando i suoi sforzi quasi fosse un atto dovuto fino al punto da sospendere momentaneamente i suoi studi in Contabilità e Finanza alla Trent University di Notthingham. E ascoltando il tenore qualitativo dei primi risultati come può biasimarsi una scelta siffatta? Non senza una certa nostalgia dal punto di vista strettamente stilistico, considerato che tutte le tracks richiamano la chill out della fine degli anni 90 in cui predominavano sonorità post-house e pad di sintetizzatori. in questa reincarnazione di genere, spiccano i nomi e le tracce lasciate da Andy Hughes, Roger Watson (Pueblo Bonito), Nick Webb (aka Farfield), Andrew Reichel (aka Get Sol) e la splendida anthem subopticale di Mat Jervis (Hig Skies).


useful links
High Skies
Gel-Sol
Derek Pierce's homepage

01.Pueblo Bonito Is It?
02.Red Leb Freezebee
03.Andy Hughes Antillia
04.Gas/High Skies Burning Buildings
05.Sub Nautilus
06.Beatsystem Sud
07.International Peoples Gang AC Harmonics
08.Fognode Thin Faces
09.Farfield Lure Of Time
10.Gel Sol Jiva

Pagina a cura di Vito Camarretta  22.09.2004