Elefant

Sunlight Makes Me Paranoid

Kemado

postpunk?

 

 


Non sorprende che Morrissey li abbia invitati personalmente ad aprire i suoi concerti a Los Angeles e al Meltdown Festival di Londra, né che abbiano fatto da supporto agli Interpol in occasione delle loro esibizioni londinesi. La mezz’oretta pop messa su dai newyorkesi Elefant lascia pochi dubbi sul suo marchio di fabbrica. Quintessenzialmente: Interpol spogliati del loro migliore, liturgico guitar-work; reminiscenze Smiths esplicite, anche in certi ricami vocali mozziani di Diego Garcia, del tipo: ha-ha-hai, he-he-hey, ho-ho-hou-hou. Una fusione dagli esiti non esattamente formulaici, giacchè alla fine pare di ascoltare una versione weak-glam dei primi (“Bokkie”) e dancey-wave dei secondi (“Misfit“), sfumature generalmente estranee ai rispettivi canoni. Piuttosto si pensi ai nipoti di Jarvis Cocker fiondati nel nuovo millennio (“Sunlight Makes Me Paranoid“)… Un dischetto romantico, ideale colonna sonora di traslazioni adolescenziali per over-teen medio-borghesi, stato socio-psichico in cui ci si ripara dalla paranoia fotoindotta dietro un paio di occhiali scuri discretamente griffati (ce li si può permettere), oppure ci si logora solipsisticamente su amori platonicamente logori (non è mai troppo tardi), oppure ancora ci si difende liricamente da un mondo visual-refrattario con un ossimorico accostamento jeans consunto-giacca gessata e, freddamente, scosse del capo accompagnano un basso e un drumming facili e gustosi… Dischetto avverbiale, decisamente.


01.Make Up
02.Now That I Miss Her
03.Misfit
04.Bokkie (si legge e si canta:"bucchì")
05.Tonight Let's Dance
06.Static On Channel 4
07.Sunlight Makes Me Paranoid
08.Annie
09.Love
10.Ester

Pagina a cura di Ivan Capozza 12.12.2004