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Doll Creature electronic |
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Chi scrive di musica (ma non solo) si accorgerà dell'abilità di David Toop (non solo scultore sonoro, ma anche redazionista di the Wire) nell'aver descritto questo espettorato delle macchine sonore sue e di Max Eastley. Ve ne proponiamo un estratto: "Doll Creature drags his feet through salt marsh and leaf fall, skrikkkk... skriikh, calligraphic tracks unfolding in his wake, blown into broken lines by harsh winds from the north. Seasons tick, sun falling like a slow fire bomb, moon rising as a aghost, in the reflection of a glass eye, landscapes roll out their scrolls of secret text. The scratching stops, suspended in a frozen moment. He puzzles over the marks before him, signs made from moss, rock and steam, then hobbles on. This gloomy space is flooded. His ears are soaked in submarine calls, the amphibous dwellers of two worlds. Boots thresh through floating roots. Nothing is alive yet the air crackles with life. [...] Scattered, shattered, Doll Creature strokes brush lines in fine dust, ksssf... kssf; hears music in the sliding of a coral snake. Her hands and arms are open, inviting the world. She lies face down in low water, deliberately inviting the attention of electric eels." Ha dello psicotico e dell'onomatopeico
l'uso delle parole per descrivere le vicissitudini rese tattili di questa Doll Creature:
pur non escludendosi un intreccio di metafore che per pigrizia non ci sforziamo di
sbrogliare, sembrerebbe più che altro una forma quasi romanzata dell'esperienza sonora
decisamente concretista frutto della collaborazione con Max Eastley, terzo in trent'anni
-il primo ( New and Rediscovered Musical Instruments- risale al 1975 e fu pubblicato dalla
Obscure
(l'etichetta di Brian Eno), il secondo dal titolo clockdvagongesco ( Buried Dreams)
risalente al 94 ebbe il bronzo nella classifica dell'Album of the Year di The Wire (che
strana coincidenza...) dietro Massive Attack e Portishead. A parte la raffigurazione di
questa bambola proiettata in un ambientazione post-apocalittica, i suoni (per non parlare
dei titoli... vengono citati persino i tafani e l'acido prussico -noto per l'"odore di mandorle amare" nei libri gialli, era la base del
terribile Zyklon B, insetticida tristemente noto per l'uso che se ne faceva sugli uomini nella
camere a gas e presente anche in certa frutta-!) di questo terzo album sono ben costruiti e combinati in strutture aritmiche
(una qualche idea di movimento fa capolino nelle ultime tracks). Un brulichio abrasivo di
stimolazioni disciolte in una matassa di cavi per la corrente elettrica lacerati che solleticherà
i vostri cavi elettrici organici. Sarà proprio la maniacalità nella cura del dettaglio o le
suggestioni concretiste con il tentativo di creare un'adeguata ambientazione per ciò che potrebbe
suonare oscuro o incompreso ad aver suscitato l'interesse di Philippe Petit della francese
BipHop. Per chi ama un approccio ludico-speriemntale al suono è un buon disco. Per chi
preferisce generi più convenzionali potrebbe astenersene dall'acquisto.
Artists website David Toop official site Max Eastley |
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01.Mouthful of Silence
02.Eyelash Turned Inwards 03.Bandaged Moments 04.Cardiomancy 05.Nights, Demixed, Circles 06.Flooded Garden 07.Three Sand Voices 08.Moth Cinema 09.Metamorphosis of Tabanus Bovinis 10.Green Silence 11.Dust of Points 12.Graphite in Prussic 13.Inscription on Skin 14.Iris, Swimmer, Dreamless 15.Vital Flow Meters |
Pagina a cura di Vito Camarretta 16.10.2004