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Digital Tenderness new wave/electroclash |
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Licenziati da K!7 dopo l'uscita di Peace Is Tough il progetto di Fetisch, incentrato su un collettivo di musicisti, mcs, cantanti, djs abbastanza mutevole, approda su Ministry of Sound. E come è successo già in passato Terranova cambia pelle con la velocità di un serpente. E sotto l'involucro romantico sembra nascondersi un processo detonante alle sue fasi iniziali, come rivela la grafica di copertina, sotteso da radici punk (che in questo atto sembrano soltanto affiorare dal terreno in cui è stato trapiantato l'innesto) e da una maggiore attinenza ottantista e letargico-goldfrappesca. Le liriche sono piuttosto legate alle tematiche punkanarcoidi (dalla necessità di "rompere le catene" fino alla volontà contrastante tutta darkish di "rimanere ombra"), ma certi riferimenti rimandano all'immaginario anni '80, dando la sensazione che ad una muta i Terranova non riescono proprio a rinunciarvi: la si chiami unCelebrity skin se si preferisce perchè questo disco è come se dicesse "voglio la celebrità ma dopotutto posso anche farne a meno perchè in fondo è cosa risibile". Non stupisce dunque il contrasto su cui è incentrato questo disco sin dal titolo (Digital Tendernes, Fragilità Digitale... chissà perchè ci viene in mente Black Cherry dei Goldfrapp) ben espressa dalla bomba a mano con anellino con tanto di cuoricino di 24 carati sull'innesco. E non stupisce che abbiano scelto l'elettroclash per rappresentare tale contrasto. probabilmente deluderà quanti si aspettavano il classico album della maturità, ma non ritengo il registro scelto dalla corte di Fetisch sia biasimabile, tra cui ci pare azzeccata quella della voce languoliquorosa della Klimek ad interpretare un non-idillio decadente. |
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01.Grounded
02.Common Places 03.Cause 4 Effect 04.The Real Thing 05.Hush 06.Das Plan 07.Back In Time 08.Storm 09.Stigma 10.Hidden Dreams 11.Assimilate 12.Ground Of Original Nature |
Pagina a cura di Vito Camarretta 20.11.2004