Seth P.Brundel

Devil's Pawn

Aesthetics Records

politically conscious hip hop

 

 


Capita di ascoltare le rime di Seth P Brundel poche ore dopo la notizia della rielezione di G.W. Bush a president of the United States of America. Secondo mandato che sancisce l’ineluttabile continuità politico-militare dell’America post nineleven, continuità appena minacciata da quel Kerry di cui rimarrà il dagherròtipo di un pacifismo adornato di elmetto e medaglie al valor militare. La più eliminabile delle discontinuità, Kerry; l’apologia del panta rei, Bush. E se tutto deve scorrere, che lo faccia giustamente all’insegna di come è cominciato… Al di là di frecciate antisistemiche disseminate qua e là, è un senso di rassegnazione (di rassegnata contestazione) che lascia Devil’s Pawn all’alba fittizia di questo secondo ciclo repubblicano. Un hip-hop dai toni morbidi, cadenzato su ritmi old-skool e reso più inquieto ( o, fate voi, più abstract, più underground) da minimali inserti strumentali sullo sfondo (picking di chitarra su “Absolute Power” e “Regrets”, il tremolo di “Beyond Murky Drapes”, il cello desolato in “Fecal Matter”). Unico “neo”: quando Brundel recita: “and we elect inept dirty Bush who needs to douche”, in questo momento si pensa alla meritata rinfrescata che il neoeletto president si sarà concessa nella sua fantastica multifunzione in dotazione alla White House…


01.Opening Wound
02.Devil's Pawn
03.Blaze Of Glory
04.Ego Fuel
05.Absolute POwer
06.1/2 Way There
07.Insecurity
08.Beyond Murky Drapes
09.Negligence
10.Amarcordion
11.Boardroom
12.Yesterday's silence
13.Heroine
14.Fecal Matter
15.Regrets
16.Pay no mind
17.Self-p.

Pagina a cura di Ivan Capozza  05.12.2004