Biggabush (aka Lightning Head) non è una citazione di una folla di marines ad una partita
di basket, ma il nomignolo megapterico di Glyn Bush, uno tra i primi movers della dub
d'Oltremanica originario di Northampton e noto per una miriade di collaborazioni dell'astrolabio
nu-jazzistico (lo percepirà così anche Glyn visto che fa abuso dei posters di Jamieson, un
grafomane con la fissa dell'astrologia vissuto nella prima metà dell'800) un po' dubby un po'
houserecco e noto in qualità di membro dei sottostimati Rockers Hi-Fi, recentemente approdato
sull'isola Ya Basta (l'etichetta il cui catalogo è noto per la presenza dei Gotan Project).
Nonostante il lucente curriculum, questo disco non ci convince del tutto. Un po' troppo
appisolato e soporifero per una buona metà (con qualche song che ci lascia un po' dubitabondi
-è il caso per esempio del acidume aka rebirth e dell'echo sui breaks non felicissimo di Acid
Fly, della spiazzante combinazione di suoni vintage con il beat house di Outernatioanl Anthem
o del campione di un martello pneumatico alla fine di Fresh Prana-), questo disco contiene
tuttavia qualche episodio interessante.
Una percussione che somiglia ad un matsuri decelerato
unito ad una cassa è udibile con lo scratching nell'incedere da brindellone di Throwdown e
che ricorre spesso in altre tracks (in Mouseflex e Fresh Prana -effettata con riverberi e
flanger- o in Michaelangelo -la migliore track a nostro avviso di questo debutto in casa
Sterodeluxe-); carine anche le fughe temporanee in parchi uditivi esotici (a tratti smbra
di ascoltare classici della batucada), alcuni set di percussioni (Michaelangelo, IOTK, Self
Judgement) e qualche accorgimenti timbrico (divertente il fraseggio labiale che si confonde
con un paffete acquatico gli scratches di Jay Rees in Bigga Beatbox). Buone la
qualità delle voci femminili (Sofiah Thom e G.Rina). Come anzidetto, il cosiddetto "mood"
è complessivamente un po' sonnecchioso, ma alla fine ben si presta alla fruizione nel
meriggiare estivo.
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