Marco Bailey

 

Rudeboy

 

MB Elektronics

electro/hard techno

 



Terzo album del dj belga Marco Bailey, da qualche anno resident al Fuse di Brussels. Faccino da spacciatore di crack e un cognome artistico assonante con una nota crema liquorosa non sono elementi validi dal salvare una produzione che non ci convince del tutto. Lo stesso dicasi per le reminiscenze di qualche icona del rock anni '80. Dei flashback a dire il vero: la scena rappresentata in copertina riprende il tema dell'"artefice che distrugge lo strumento" (ma non l'artefatto) immortalata dai Clash di London Calling -che a sua volta riprendeva la copertina del primo disco di Elvis Presley. Quasi come Michelangelo e il Mosè. Al posto del Mosè ci sarebbe un piatto ovviamente perchè chi scolpisce ritmi hardelectro è un dj. Altro flashback ci pare una citazione degli Stooges inserita nel brano Krash. Ad ogni modo fatta eccezione per qualche brano (Mission, il downtempo mascherato di Siestanyd, l'incedere robocopulatorio di Elektrik Mekanik, l'auobiografica -?- A Tale About Me and Myself e qualche intuizione carina qua e là), ci pare che sul mercato vi sono molti altri surrogati in questo ambito, che tuttavia potrebbe avere maggiore presa in altri "ambiti". Magari proprio un live di Mr.Bailey, in cui se rappresenta scenicamente l'atto dissacratorio di clashiana memoria si può avere la fortuna di recuperare qualche pezzo per il giradischi. Per i dischi firmati da Marco, meglio aspettare la pubblicazione di qualche singolo.

01.Beyond 7 Seas
02.Xyglass
03.Circuits
04.Spiderweb
05.Krash
06.Energized
07.Siestanyol
08.Wave Reset
09.Mission
10.Homeless
11.Invaders
12.Elektrik Mekanik
13.X Art Of Beauty
14.A Tale About Me & Myself

Pagina a cura di Vito Camarretta 09/09/2004