Gran parte della stampa internazionale ha parlato di questo disco e del suo autore quasi che
fosse un clone dei Gotan Project. Ingrato tuttavia sarebbe sminuire l'opera di Federico Aubele,
faccino glabro alla Van Basten, criniera alla Maradona e lenti da riposo su montatura anni 70
-dettaglio un po' dissacrante- alla James Brown, all'ombra degli stranoti connazionali, a cui
non può non essere riconosciuto il "merito" di aver ridato fiato e afflato alla compassata
tradizione musicale argentina del tango su una scia in cui ha voluto collocarsi persino la
Zanicchi (con risultati risibili e salvabili solo dalla critica avanguardista sanremese...
altro che era post-nucleare!). Il motivo è semplice: tanto il progetto Gotan quanto quello
di Aubele hanno un punto di partenza -se così può dirsi- comune, la musica di Astor Piazzola,
al quale i due hanno apportato elementi di novità. Federico sembra -in consonanza con
l'educazione cocleare e i gusti dei Thievery Corporation, proprietari della 18th Streel
Lounge- preferire l'addittivo dub nonchè la chitarra e la melodica al bandoneon e la cumbia
al tango-insolitamente malinconica, e qui c'è un vero elemento di novità... al passo del
llamador, tamburello udibile distintamente in Despertar -traccia registrata ad album quasi
ultimato a Washington- usato come un metronomo, la chitarra e la voce di Sumaia si flettono
su una dub microide-. Anzi. Federico stabilisce con rigore geomatematico una proporzione:
Frank Sinatra : New York = Astor Piazzolla : Buenos Aires (= Iva Zanicchi : Ligonchio...
se vuol procedersi in una catena di proporzioni ispirata a banali principi logici).
Quale miglior incipit di Ante tus Ojos per un disco siffatto: ispirata ad un passo di Livro do
Desassossego del noto poeta portoghese Pessoa, Sumaia interpreta benissimo parole e pensieri
pregne di nostalgico senso di abbandono "Pienso Y quanto mas pienso / Yo me pregunto mi amor
/ Qual es la forma que tengo / Que tengo yo ante tus ojos...". Postales, già nota ai fruitori
della compilation Dan of Thieves, è un buon intreccio fra tango e downtempo su cui si erge
l'interpretazione vocale di Gabriela Maiaru, quasi un sussurro ipnotico perfetto per la
cadenza downtempo. Di "Despertar" abbiamo già avuto modo di sottolineare l'abilità di Federico
(o di Garza e Hilton???) nel combinare cuimbra e dub. El Amor de Este Pueblo -con Malena e
Contigo la più thieveriana delle tracce - contiene la registrazione di un discorso di Evita
e fu assemblata durante le turbolenti vicissitudini politiche del dicembre 2001 che videro
succedersi in Argentina cinque presidenti in due settimane dietro un intreccio di
corruttele e scandali finanziari. Dal tuffo -ancora nostalgico- in un passato di Esta Noche,
si scivola verso uno dei migliori episodi di nomadismo sonoro "Diario de viaje", traccia
ammantata di un che di distaccato e di remoto che ricorre percorrendo varie tematiche
in tutto l'album, ben reso dal rosichio strumentale e delle flebili inflessioni di
Sumaia. E subito dopo il crudo recitato di Gonzalo Garces in Mona, finalmente si sente
la voce di Aubele in Salvacion. A dirla tutta, meglio i vocalizzi e le interpretazioni
delle colleghe donne al trasognato parapapa parara di Federico... La parentesi di
malinconia e thieverismo si apre con Contigo e si chiude con Malena. Meno originali
rispetto al resto del disco le tracce conclusive Un Lugar e Besos De Sol (quest'ultima
vi sembrerà più francese che argentina).
|
|