Displacer

Arroyo

M-Tronic

electronique

 

 


Secondo album per Mike Morton per la francese M-Tronic, etichetta poco nota ai più, la quale pare avere un seguito (difficilmente quantificabile per la verità) tra gli appassionati dell'elettronica più imparentata con il "movimento" dark e l'astrattismo, che ha attecchito bene in alcune aree del pianeta (in primis il Canada), genere che marchia gran parte delle produzioni di molti musicisti e artisti (soprattutto americani) protagonisti della diaspora dalle scene metal e industrial all'electro o alle composizioni pe il cinema. Gli artisti che più sono prossimi al modo di assemblare i campioni e i suoni di Mike vanno da Haujobb ai Future Sound Of London di Papua New Guinea. Questo suo album è stato ritenuto fra le "esperienze sonore" irrinunciabili da qualche critico (+ o - improvvisatasi tale). Noi non vogliamo nascondere le nostre perplessità. Innanzitutto la capacità tecnica e l'originalità sia timbrica che compositiva: talvolta sembra quasi che Mike avesse voluto accertarsi che l'high speed dubbing del suo vecchio stereo fosse ancora funzionante e che in questo si sia voluto unire a lui Dither (che in certi audiences gode di rispettabilità... davvero disarmante!). Il suo remix della title-track -senza voler ricorrere a perifrasi- è davvero penoso -molto meglio la traccia originale, che oltretutto è la miglior traccia del disco-. Fra i rimanenti due remixes, molto meglio fa O2 (un side-project di Gridlock, nome stranoto a chi segue l'ebm).

E non colma le deficienze del suo amico illustre il titolare di questo progetto. Difatti l'aspetto che convince meno (per l'intera durata del disco) è la scelta dei suoni -sarà per questo che Mike si fa chiamare Displacer?-. Aspetto che dovrebbe curare maggiormente per far giustizia agli studi ritmici che ci sembrano maggiormente approfonditi (Next Tuesday, Disconnected). In conclusione non ci sentiamo di consigliarne l'acquisto soprattutto se tra i tanti aspetti di un disco prestate maggiore attenzione alla qualità dei suoni. Se si tratta di un esperimento artistico, non ce ne siamo accorti. Scusate la negligenza. Della stessa M-Tronic -etichetta che non andrebbe stroncata a nostro giudizio-, c'è molto di meglio nel suo catalogo e nel roster -dal mitico Beefcake a Duuster fino al discreto progetto Servovalve del buon Gregory Pignot...-.


01.Transit
02.Down
03.Artificial Living
04.Next Tuesday
05.Painkiller
06.Disconnected
07.Toy Collector
08.Arroyo
09.Coping Mechanism
10.Fueled
11.Repair
12.Artificial Living (02 rmx)
13.Arroyo (dither rmx)
14.Fueled (flint glass rmx)

Pagina a cura di Vito Camarretta  15.01.2004