Indipindentemente dalla testa in cui è
"saltata" l'idea di far collidere chitarre, effetti, liriche
con il beat-morphing del Pogo delle tre chiamate in causa
(quella del chitarrista losangelena naturalizzato tedesco Shapemod,
dei dj-resident del Pogo Mastermind Fetisch e Meister...
questi pseudo!) il risultato rasenta l'eccellenza di tutto
ciò che si designa o si definisce "meticciato".
Il trio
tedesco Terranova (o Edition
Terranova) pare difatti voler ripercorrere sul piano stilistico
il percorso esplorato già da altri connazionali (quali i Le Hammond
Inferno) caratterizzato dalla con-fusione di registri elettronici (dub,
hip hop, trip hop, breakbeat, electro) con l'energia del punk
enucleando in parte anche l'irriverenza e certa dialettica
attuale socio-politica propria di quella matrice culturale (in Equal
Rights, la vocina stridulante e l'interpretazione sanguigna di Ari-Up
-talento indiscusso del punk-rock, sibillina banshee degli Slits-
canta: "i don't wanna be the victim of this system... just
leave me the right to be free [...] that's the fight: jah fight"...
vogliamo un mondo più equo e solidali -sulla solidarietà i cacasenno
si son fatti grasse risate, non lo dubitiamo-? la soluzione?
"take a little brake & look into your heart" insomma val
la pena smettere di inseguire le auto sportive!). Il connubio
suono-ritmo-voce pare essere privilegiato in questo progetto. La già
citata Ari-Up oltre al toasting in Equal Rights,
inveisce e strazia una lirica "digrignata" in Mongril,
Cath Coffey (partner-in-crime di Stereo MC) è la voce input
nel vocoder robotico e l'eufemide in Breathe e in Out Of My
Head (cover di una track di Shaggy Otis), trattamento
necessario in perfetta con/coeur/danza con il synth-pop con le
chitarrine choppate e le percussioni leggermente distorte dei brani
citati; mentre del paroliere newyorkese Mike Ladd le spoken
word di Sublime ("We can do some pink cocaine / In the
wrong place at the right time, okay?" il momento topico...) e
Heroes (la lirica sembra scritta dal sindacato degli mc
-esiste?- "heroes are the ones who still give a fuck"-
giocando sul binomio refugees/heroes... e sentite come esordisce con
la chiosa sui "tenses" e sulle "grammar lies", i
tempi verbali e sui tranelli grammaticali). In Sublime, questa
cocasomministrazione sonora è (ben) resa, oltre che dalla prosaicità
di Mike, dalla struttura compositiva del brano: un roccioso backbeat
rock "detournato" da blips pescati dai sound bank synth-pop
e da uno squarciante riff di chitarra. Mentre in Heroes, data la
portata delle liriche, il brano si costruisce su una stirata base
hiphop condita da scornacchiate di snare e da una bassline
"arricciata".
Sebbene non capiamo proprio cosa
abbiano in comune la cover di Running Away (chi è Bob Marley?)
con quel campione di "Bela Lugosi's Dead" dei Bauhaus
così come discutibile -fin dal titolo-manifesto (forse della
personalità -come dire- fenofetale dietro il marchio Terranova)-
"Women Beat Thire Men" -and men beat on the drums...
così proseguono le ralphiane elettrochoppate-, la formula stilistica
dei Terranova è suggestiva e young-fitted (forse perchè le
radici affondano nel terreno mai troppo fertile nè troppo sterile del
punkrock... radici che riemergono nell'ironica chiusa "Good
Bye the Ferrari"), ma ad un ripetuto ascolto ci sembra che
deluderà coloro che sono affamati di novità e di sperimentazione
(molto poca e scarna per quanto riguarda i suoni). Ma il tutto
potrebbe giustificarsi con la ricerca di un registro quanto più
diretto e non-mediato possibile dell'espressione, tentativo proprio di
tante forme espressive sommariamente ascrivibili nel punk movement e
il fatto di aver creato un prodotto che si sposa alla perfezione con
la dimensione dance-hall è certamente un merito (anche se "non
originario"). Anche se forse solo estetico. Ai dj e alle
dancehallz l'ardua sentenza... In circolazione altre edizioni con
altre tracks. Spulciate, spulciate!