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Phluidbox
Alter EP
microelettrodub |
Solo 400 le copie in circolazione di questo Ep (di 160g,
quanta plastica!!!) uscite dalle officine della spa.RK
di stampo Phluidbox -si ricordano alcune
comparsate su No Watches No Maps (Fat Cat), Integral Component (Component
Records) Marumari's remix (Carpark), giovane artista americano tra i
meno radicalmente antimelodici dell'elettroclash pangermanista,
espettorato che ha passato il valico del Brennero principalmente per
merito di quei Funkstorung. Ed è un contenitore traboccante di ritmi
frantumati, melodie rarefatte e pulsazioni dub quello confezionato da Joseph Fitzpatrick, che aveva saggiato la sua
attitudine audioclastica già in "this found habits ep" e in
questo ep sembra assestare i colpi del suo linguaggio metaritmico, più
ricco di voc/aboli e sintagmi sonori di quello di altri progetti simili.
I primi due movimenti della faccia a sono microsuite dub abbastanza
asciutte, più "vaporosa" altered (quasi che fosse
uscita da un circuito di alambicchi), più densa e condita di click -per
così dire- clinici la seconda -chiamata così come è uscita dai
sequencer: file 28, under 09. Ma la più "merzbowiana"
dell'intero Ep è sicuramente 6084066# XR -il nome ricorda i set
di alcuni gloriosi analogici, quali i Waldorf-, movimento costruito su
un denso pattern di batterie sporcatissime, immerse in una soluzione
"stereasica" di un arpa codeinizzata con un effetto di
riverbero, quasi provenisse dall'abside di una cattedrale (ve lo
ricordate il progetto Dynamic Wave). Tra sacralismo tecnofiliaco e
chemioplasmosi. Più "tradizionale" la faccia b, almeno per
quanto riguarda la ritmica, affezionata da certi prototurntablism
dematerializzato da micromelodie e accenni armonici, armonie rese
attraverso crepitii (just this one time) o volteggi di clavi
spruzzate con flanger (creo8mod2) e delay (dircetr's kut).
Sebbene non sarà certo facile impresa troovarlo tra gli scaffali dei
negozi italiani, val la pena avere la Phluidbox in casa.
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Pagina a cura di Vito Camarretta 01 / 04 / 2003