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Next Wave Montmartre Balearic pop |
Secondo alcune indiscrezioni di chi è stato a casa di Chris Mellor (il nome anagrafico di Chris Coco),
quando qualcuno fa suonare il citofono parte lo shimmering di windows e si accende il PC e qualora qualcuno pigiasse
il pulsante del campanello, si udirebbe un assordante stornellio di canarini, che intona l'Inno alla Gioia di Beethoven.
Qualcuno dice che i canarini siano veri e che li abbia addestrati allo scopo di avvisarlo che qualcuno è
dietro la porta, e pare che gli stessi che si spacciano per uccelli del paradiso in Back To Nature (onesta la precisazione del titolo - Ambient).
Non sappiamo quanto queste dicierie siano vere, anche se appaiono certamente verosimili, stando
al blog che Chris aggiorna costantemente dal 1 Maggio 2002 - questo ragazzetto ha persino fatto colazione con John Peel.
Assiduo frequentatore di tutte le edizioni del Big Chill (suggestivo festival chillout), questo scugnizzo che
un giorno ci troveremo a recitare nella parte dell'Arcangelo Gabriele in un serial della BBC sulla Madonna ha la fortuna di
poter registrare con macchine sonore potentissime (questo Next Wave -riflesso della falange più depressiognostica
e medievalfeticista della New Age, la cosiddetta Next Age?- è stato quasi interamente registrato al Soho Studios,
una specie di paradiso terrestre per i musicisti) e di disporre di ugole espressive (anche se qualche suo ammiratore
non ne sentiva la necessità).
Per intenderci, il tipo di chillout che propone da qualche tempo Chris è musica su cui
si potrebbe immaginare Fargetta fare gli occhi dolci alla Wampum Panicucci - e con questo spero di aver reso l'idea...
Buona musica dato che le composizioni sono curate tanto che di tanto in tanto -come in Falling (G1), track in cui viene ripreso
la Gimnopedia numero 1, popolare motivo di Erik Satie- viene fuori la citazione di qualche vecchia gloria del cosiddetto impressionismo moderno.
Attitudine che viene confermata dal facile ricorso al melisma, che per chi non ha studiato è un espressione che nella musica vocale
sta ad intendere un gruppo di più note eseguite nella stessa sillaba. Con una differenza di rilievo rispetto al canto gregoriano:
spesso e volentieri Chris usa una sola nota vocale (invece del coro) commisto a note rese con suoni elettronici (vero elemento efemerale in questo Next Wave)
e chitarre. Un artificio che conferisce alla composizione una struttura non sempre semplice e all'ascoltatore meno attento
a questi dettagli una sensazione di "straniamento".
Della già citata Falling (G1) -o La diesis se si preferisce la notazione scolastica-, c'è da dire che, nonostante il twist elettronico,
rimane la traccia più autunnale del disco, fors'anche per la citazione della Gimnopedia di Satie: un'interpretazione
convincente di questa opera riconduce l'origine del termine ad un rituale che gli spartani consumavano per celebrare Apollo,
il cui apice veniva raggiunto con la danza di alcuni guerrieri disarmati; nessuno ha spiegato il motivo per cui Satie
decise questo titolo per una serie di ballate per piano accomunate dal pattern ritmico giambico, capaci di evocare atmosfere
di velata melanconia, in cui forse confluiva certa nostalgia che si respirava a quei tempi (fine Ottocento) nei saloni letterari
mista a quelli che vanno sotto l'accezione di "sensazioni millenaristiche -il 900 era alle porte con il suo carico di interrogativi,
legate agli atteggiamenti dinanzi ai progressi della tecnica. Ad ogni modo, Chris riesce a rielaborare il popolare ed ipnopedico motivo in
una versione "radiofonica" piacevole.
Altra traccia per malati di nostalgia (supposto che sia davvero una malattia)
è una cover con una presenza inattesa -un Nick Cave ispiratissimo
e trasognato che mai, accompagnato da un ghost-singer- di un pezzo di Lou Reed, Sunday Morning,
che la manipolazione di Chris fa diventare una deliziosa pastorale,
ossigenata con una cascata di synth e vibrafoni carillonici. E che di nostalgia si tratta,
è evidente anche da 1975 E Sunrise Blvd, che ha tutta l'aria di una dolorosa rievocazione
di memorie infantili, di strade soleggiate coperte di foglie d'acero secche. Magie del vintage, che
ricorrono anche in My Sunset (ripresentazione del "sogno" thuliano) o Lost Angels oppure quando Monica Queen -cantante scozzese che ha "sedotto" persino Belle & Sebastien- in un riverbero notturno
manifesta il proprio desiderio di voler "nuotare coi delfini"
o come quando in Dreaming -in cui Iain Banks recita una parte
del suo miglior libro Canal Dreams- il rifugio è una dimensione onirica spesso violata
o repressa -come avviene alla protagonista del citato romanzo di Banks, una violoncellista giapponese
diretta in Europa per la sua prima tournée, il cui viaggio è fermato dall'assalto di un gruppo di imprecisati guerriglieri
nel canale di Panama, dove è in corso una guerra civile. E a proposito di guerra, sentite le parole registrate da un
discorso di Noam Chomsky alla fine di Revolution. La dimensione contemplativa fa ingresso nel desolante pop-starlet?
Useful Links
Sito Ufficiale di Monica Queen Blue Room - programma radiofonico di Chris Coco in onda dalle 16 alle 18 (ora italiana) ogni Venerdì per BBC1 Soho Studios Il sito del Big Chill, il più importante evento chill-out d'oltremanica Organic Recordings - l'etichetta di Chris Coco Eric Satie - Le Gymnopédiste |
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01.Falling (G1) |
Pagina a cura di Vito
Camarretta 06/09/2003