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KLUTE
"Lie, cheat & steal" / "You should be ashamed"
Commercial Suicide double CD, 2003 (Release date 19th May 2003) |
CD 1
01.
Now always forever
02. Ambient hell
03. Song seller
04. Traffico
05. Problem reaction
06. Tacky
07. Kickin tha habit
08. Candy ass
09. Part of me
10. Ether
11. Oshima
12. Evo sniffer
CD 2
01.
Machines do the work
02. Tubby
03. Ultralo
04. Music for doubles
05. Black flag
06. 2 lives
07. Crucial
08. Overchoice
09. Artificial sense
10. Wishing 4 better
11. Jamm tha box
| Le produzioni di Klute
sono state sempre caratterizzate, sin dai suoi esordi, da una notevole
dose di eclettismo musicale, e, a testimoniare questa sua attitudine,
già in passato Klute aveva sperimentato con il proprio talento
musicale seguendo differenti direzioni, dai suoi esordi come punk-rocker
con gli Stupids al definitivo amore per le sonorità elettroniche,
dapprima più orientate verso un suono industrial, e, in seguito,
evolutesi abbracciando il drum'n'bass e vari altri sottogeneri di musica
elettronica nelle sue uscite sulla storica Certificate 18. Viene da sé che, con un simile background, sia una svolta necessaria da anni per un produttore di tali propensioni, spendere un lungo tempo di preparazione anche su lavori a lunga distanza che non siano una semplice raccolta di hit e riempitivi, come purtroppo molte volte accade con produttori di tutti i generi di musica elettronica legata alle caratteristiche da dancehall. Così, dopo quasi due anni di lavorazione, ecco la nuova fatica del buon Tom Withers, addirittura in formula doppio CD, uno destinato a raccogliere produzioni prettamente drum'n'bass oriented, l'altro invece occupato da sperimentazioni in direzioni differenti, dai breaks a techno organica, il tutto, per ammissione dello stesso Klute, improntato guardando verso le sonorità di impronta made in Detroit di qualche anno fa. Il CD dedicato al drum'n'bass ("Lie, cheat & steal", nei titoli klutiani l'ironia non manca quasi mai…) testimonia ulteriormente la svolta intrapresa da Klute nelle sue recenti uscite su labels come 31 Records o Hospital, ovvero innestando su ritmiche elaborate e raffinate sempre maggiori dosi di melodia vocale e uso di synth technoidi. L'intero album scorre nella tracklist in maniera omogenea e ispirata, evolvendosi in un suono sempre più song oriented, per intenzione dello stesso produttore, particolarmente nelle numerose tracce vocali, mai scontate o abusate: dalla morbida partenza, con la sognante "Now always forever", intensa e inebriante, si viene trascinati ad esplorare il suono di Klute in tutte le sue sfumature, dalla song vocale più scura e aggressiva di "Ambient hell" , alle tinte pastello di vere e proprie "ballate" drum'n'bass come "Song seller", uscita già su 31 Records nel 2001, "Part of me", altro brano già conosciuto, uscito mesi fa su Hospital, "Kickin tha habit", "Candy ass" e "Ether", passando per paesaggi lunari e crepuscolari ("Traffico", "Problem reaction", "Tacky" e "Oshima"), e chiudendo in maniera aspra e tagliente con l'esplosiva "Evo sniffer", l'unica traccia dell'album dove le più arcigne caratteristiche del suono di Klute dirompono incontrastate, tra acidi synth e selvaggi amen drummers. Il secondo CD ("You should be ashamed"), come accennavamo poc'anzi, sposta del tutto le traiettorie di arrangiamento, essendo dominata da arrangiamenti di impostazione dichiaratamente techno, e il signor Withers dimostra ancora una volta di che stoffa sia fatto anche su territori non propriamente junglistici, mostrando persino più eclettismo che nel precedente CD. "Machines do the work" apre le danze su coordinate electro, che poi si rafforzano sin dalla seguente "Tubby", che [ndr non penso sia un caso il titolo] devia verso commistioni techno (le ritmiche) e dub (effetti e bassi sub in full effect). "Ultralo" strizza l'occhio a sonorità tech-house, così come "Black flag" e "Artificial sense", mentre "Music for doubles" e "Overchoice" e "Wishing 4 better" accentuano ulteriormente la propensione techno del suono. "2 lives" crossoverizza breaks e electro su paesaggi scifi, così come la minimale e sinistra "Crucial". Chiude il secondo CD un ritorno alle sonorità del primo Klute, quello decisamente hardcore e industrial, con l'allucinatissimo breakcore di "Jamm tha box". Un lavoro monumentale, dove eclettismo e creatività vanno a braccetto con un'eccelsa qualità di produzione, e che, senza dubbio, dovrebbe riuscire a innalzare ancora di più il nome di Klute nel gotha dei produttori di musica elettronica creativa, quelli, per intenderci, che non rimangono confinati ad un solo sottogenere.
Klute's productions have always been
marked, since the start of his career, by a high dose of musical eclecticism,
and, to testify this own attitude, already in the past Klute experimented
with his music talent following several directions, from his start
as punk-rocker with the Stupids to the definitive love for electronic
sounds, formerly more oriented towards an industrial matrix, then,
evolving them with drum'n'bass and other electronic music subgenres
in his releases under the mighty Certificate 18 brand.
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Pagina a cura di Ubi Dread 31/03/2003