Various Artists

Jazzanova Remixed

JCR

maj-estetik nu jazz

 

 

Anche se secondo una parte dei fan dei Jazzanova, In Between non è stato certo il loro miglior disco -davvero un debutto?- (forse perchè più influenzato dalla formazione dei loro padiglioni e dalle loro fitte teche, che da vere e proprie innovazioni) e che del loro modo così chiccoso e abile di combinare suoni tanto da ricavarne suites difficilmente paragonabili alle tante gemme del nujazz si proferisse la classica ardua aggettivazione "inimitabile", di questa raccolta di remix potrebbero essere proferiti giudizi altrettanto encomiastici e pur tuttavia sulla soglia della sospensione di giudizio. Encomiastici per il fatto che nessuna delle formazioni di musicisti -in certi casi improvvisatosi remixers- riesce a "tradire" i canoni del proprio stile originario senza conservare la dinamicità e il "flow" ritmico del sapiente e osannato marchio Jazzanova. Il giudizio resta sospeso tuttavia perchè alcune delle band o dei dj poco hanno a che fare con il percorso artistico (non troppo difficile da individuare) degli stessi e alcune appariranno improbabili migrazioni verso orizzonti stilistici troppo "pixelati". Questo potrebbe essere l'unico neo un po' acromico di questo doppio aranciato di remiss, costruito dalla JCR, che appassionerà forse anche più dell'elegante package-mosaico degli stilemi jazzanoviani "In Between". Per cui niente exeresi -come quella consigliabile alle riviste che in vario modo hanno presentato questo disco, parteggiando per questo o quel remixer, scelte quantomai improbe e che tendono a valutare con parzialità l'opera-, per il momento.


Loro -i dj dietro il marchio Jazzanova- si saranno divertiti tanto a risentirsi remixati, dal momento che la loro fama molto deve alla loro abilità di remixer e al loro "affabulato" fusionismo. Gli altri -i remixer- faranno fregio e vanto di aver firmato un altro capolavoro della berlinese Compost -capolavoro che peserà sui vostri portafogli, ma a ragion veduta val la spesa per l'impresa- soprattuto per coloro che in varie spoglie già parteciparono alla registrazione di In Between. Così vale per Vikter Dupleix, che prestava voce in Soon -traccia che ha subito i maggiori ritrattamenti in questo Remixed- e Wasted Time e qui presta suoni e una discreta line-up di effetti per infarcire il soul apodittico e porpezitico di That Night, conservando l'indovinato giocherello di delay sulle dimes del brano originale. Così per diversi ottimi musicisti della sister-label Sonarkollektiv. Da Beanfield, che ricama la già squisita No-Use esaltando la parte melodica, i textures di chitarra, conferendo cromature più tenui e una nuova scarmigliatura alle tiepide vocalità di Clara Hill al progetto che si annuncia essere la vera rivelazione di casa Sonarkollektiv, denominato Forss pseudocontrazione di Eric Wahlforss, che ridisegna la dub glissata di Stefan Leisiring -quella Keep Falling, interpretata dalle medusee corde vocali della regina delle spokenwords, Ursula Rucker, vera punta di diamante del phillysoul- ottenendone un reaggae rabbuiato sostenuto da un basso ruvido. Della già citata Soon -brano che secondo noi non era poi tanto "pertinente" alle qualità vocali di Vikter Dupleix-, sono presenti ben quattro remix: la più indicata per il body-flow, il vocal mix di Dominic Stanton (Domu), è un piacevolissimo intreccio dub-house con inframezzi jazz e breakbeat che sebbene duri dieci minuti non stanca affatto anzi desta meraviglia per il fatto che, sebbene rimangano pressochè inalterati due componenti importanti della struttura del brano -la ritmica e la bassline con lo snare-, si assiste ad un passaggio di registri sonori rapidi, reso attraverso l'uso di beat elettronici e innesti sonori. E dello stesso Dominic la versione Illdub, meno convincente della prima essendo completamente storpiata la bassline e risultando un po' dissonante l'acerba effettistica con l'atmosfera vagamente favolistica degli archi sintetizzati. Più "lite" è invece la versione hip-hop di Jazzy Jeff (della serie "lagallinachefaleuova"). Una raffinata e tonica-sensuale rielaborazione R&B, quella di P Smoovah. Ad ogni modo, sembra quasi che uno dei "bug" di In Between, Soon per l'appunto, sia stato individuato dai padiglioni compostiani e che qui si sia provato un restyling. Una delle presenze che salta più all'occhio scorrendo la tracklist è quella degli Stereolab e difatti la loro versione (davvero atipica ma piacevolissima sulla falsariga di Dots & Loops) è una delle più eterogenee, anzi ci permettiamo di dire che è una geniale e gioiosa celebrazione di quello stato d'animo che al di là della Manica viene designato con l'espressione "serendipity": in Another New Day, i più attenti ed edotti degli ascoltatori noteranno il geniale incastro della parte melodica, ritmica e armonica dell'omonimo brano di In Between e di campioni attinti dal citato Dots & Loops. Dello stesso brano, impressiona la versione dell'alter-ego di Matthew Herbert -Doctor Rockit- che trasforma con il suo estro quell'ulteriore giorno "new" in un giorno "fine". E che la denominazione leggermente ritoccata del brano non sia solo nominale e dovuta alla vulcanica creatività del musicista (che costruisce un groove r&b/house con qualche slogatura stilistica propria del compositore, fondatore della Accidental e antesignano di un nuovo modo di far musica decisamente improntato su un originale tentativo di fondere il groove-morphiong con certo concretismo sonoro), che rinnova persino le liriche aggiungendo versi che fa cantare ad Ovasoul7. Esercizio di cutting edge e ripasso di tablature old-school ci pare essere invece la versione di Moonstarr. Per completezza informativa, pare che ci sia in giro un interessante versione di Another New Day curata da Madlib, pubblicata per la Ropeadope. Decisamente orientata alle dancehall house il remix di That Night firmato Wahoo, che sarebbe originale se non fosse troppo simile alle produzioni dei Masters at work. Lo stesso pezzo filtrato dalle macchine di Wah-chu-ku sembra un trapianto di cuore fatto da un cardiochirurgo di Chicago ad un paziente tedesco. E se le ammiccanti brezze che spirano i Kyoto Jazz Massive sulla traccia che segnò il vero debutto del marchio Jazzanova nella produzione -Fedime's Flight- e l'"esonerata" versione di Coffee Talk di Yukihiro Fukutomi farebbero esclamare con espressione tra l'estatico e l'inebetito "questi giapponesi!" (ai più integrati) ovvero "ci domineranno quei musi gialli" (ai più apocalittici), a qualcuno verrà voglia di studiare lo spettro di frequenza della Stratocaster dei Beck ascoltando il remiss di Days To Come di Ian O'Brian, partendo da un manuale di istruzioni in lingua giapponese! Nonostante l'altisonanza della firma, delle due versioni di Mwela Mwela (Here I Am) preferiamo quella di Bugz in the Attic a quella di King Britt, anche se sia nell'uno che nell'altro caso le sonorità prescelte sono troppo diverse dal brano originale. In conclusione può dirsi che non proprio tutti i remixes di questo Remixed ci convincono pienamente, ma forse il metro di paragone immediato -ovvero i Jazzanova stessi- influenza un po' troppo il giudizio. E oltretutto vi pare sia impresa facile remixare proprio i Jazzanova?!?


 

    CD#1
    01.L.O.V.E AND YOU & I DJ Ghe Mix
    02.ANOTHER FINE DAY feat. Ovasoul7 Doctor Rockit's Vocal Itch
    03.INTROSPECTION Calm’s Outerspect Mix
    04.THAT NIGHT Vikter Duplaix Remix
    05.THE ONE-TET DJ DSL Remix
    06.ANOTHER NEW DAY Stereolab Mix
    07.NO USE Beanfield Remix
    08.SOON P Smoovah Mix
    09.DAYS TO COME Ayro Mix
    10.COFFEE TALK Yukihiro Fukutomi Remix
    11.MWELA, MWELA (Here I Am) King Britt Remix
    12.SOON – Domu Dub

    CD#2
    01.L.O.V.E AND YOU & I Madlib's Love Phase Mix
    02.Fedimes Flight Kyoto Jazz Massive Remix
    03.MWELA, MWELA (Here I Am) Bugz in the Attic Remix
    04.SOON Jazzy Jeff Mix
    05.ANOTHER DAY Moonstarr Mix
    06.THAT NIGHT Wahoo Mix
    07.KEEP FALLING Forss Remix
    08.SOON Domu Vocal
    09.DAYS TO COME Ian O’Brian Mix
    10.THAT NIGHT Wah-chu-ku Remix
    11.Takes You Back (Unexpected Dub) – Electric Sheep Mix

Distribuzione Ishtar

Pagina a cura di Vito Camarretta  01 / 07 / 2003