Live at Glastonbury

Six Degrees

live-avalon-set

 

 

Preziosissima testimonianza della dimensione preferita dal celebre progetto di Toby Marks, quella live, e in un contesto che definire suggestivo è già limitativo. Il festival più importante in terra d'Albione -importante perchè indipendente, libero, frequentato da cristianoni della musica contemporanea, solidale con le cause di organizzazioni impegnate per nobilissimi propositi (WaterAID, Greenpeace, Oxfam)- quello di Glastonbury, piattaforma privilegiata da tutti i gruppi della Planet Dog (tra cui indimenticabili gli Eat Static), tra gli eredi del misticismo tecnosofico post-pinkfloydiano. Sebbene non sia certo il non plus ultra della qualità in fatto di registrazione, questo Live in Glastonbury (la cui prima edizione risale al 1999 e che la Six Degrees ha avuto l'accortezza di ridare alle stampe) rende bene l'idea del coinvolgimento dei live-set marchiati Banco de Gaia, one-man-band già connotata da un certo fervore mistico nel concept -dovuta principalmente alla fascinazione che esercita la cultura egizia su Toby- e per chi era presente in quell'anno (era il 1995, e vi erano tra gli altri Goldie, Shed 7, The Cure, Simple Minds, Jamiroquai, Prodigy, The Shamen, Gill Scott Heron, Fluke, Massive Attack, il James Taylor Quartet -quello della sigla di Stursky & Hutchy-) il piacere di recuperare il migliore souvenir a distanza di 8 anni confezionato da una Roland in bella evidenza (cimeli dell'epoca che fu)!



La maggior parte delle tracce sono riarrangiate per l'evento. I ritocchi minori su Kincajou, White Paint e Amber. In Mafich Arabi, la sezione percussiva è completamente re-editata per renderla più crepitante. Anche l'asportazione di un campione vocale (per ragioni legate al copyright) di alcuni campioni vocali in 887, non deturpa alcun aspetto dell'atmosfera melanconica dell'originale in Last Train to Lhasa, lasciando inalterato il collage di campioni (l'abbaiare del cane e il vociare di un gruppo di scolaretti) originale. Incantevole il riarrangiamento di Heliopolis, capace di diliscare alcune imperfezioni contenute in Maya, con l'accompagnamento del flauto di Joe Marshall. E proprio Heliopolis riteniamo sia l'apex di questa live-recording. E impossibile è non notare la vivida partecipazione della gente, ciò che rende ancora più evocativi gli anthem techno-sufi di Mr.Toby Marks.



Useful Links
Sito Ufficiale Banco de Gaia
Sito Ufficiale del Festival di Glastonbury
I Samaritani - Supporto emozionale confindenziale 24 ore al giorno
WaterAid - Organizzazione no-profit impegnata per l'educazione all'igiene, la sanità e l'approvviggionamento domestico di acqua potabile per le popolazioni più povere del mondo
ControlArms - una delle più recenti campagne di Oxfam per il controllo del commercio mondiale degli armamenti
Yes2Wind - sito della campagna sostenuta dal Greenpeace d'Oltremanica per il sostegno ai piani energetici basati sull'energia eolica, ricco d'informazioni a riguardo

 

    01.Last Train to Lhasa
    02.Mafich Arabi
    03.Amber
    04.White Paint
    05.Kincajou
    06.Kuos
    07.887
    08.Heliopolis
    09.Data Inadequate

Distribuzione Ishtar

Pagina a cura di Vito Camarretta  29/09/2003