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Dj Scud Ambush! breakcore |
Dj Scud. Non ci si può aspettare altro che qualcosa di detonante e di cranioclastico dalle violente estrusioni che Toby Reynolds (nella foto davanti a Jason Skeet, aka Aphasic) imprime sulle frequenze ogniqualvolta si cimenta nella produzione con questo nomignolo. E se di produzioni si parla, questo "Ambush!" (lett."Tendi un agguato", imperativo categorico) non potrebbe uscire altro che da un'industria bellica o se si preferisce da una tipografia. L'effetto provilegiato è la distorsione così accentuata da raggiungere i limiti del gain -il risultato è il cosiddetto effetto shot, così definito per la similarità con il rumore assordante di uno sparo-, così come comanda il diktat stilistico della breakcore. Ciò che fa la differenza sono gli ingredienti della miscela esplosiva (miscela che sembra aver sedotto i padiglioni della Rephlex, dato il tenore delle più recenti produzioni del catalogo della celebre etichetta di Richard James e Grant Wilson-Claridge): dj scud fa precipitare quantità insolubili di ragga, power electronics e sprazzi di jungle un po' attempata insieme a certa teatralità che rende vivida l'agguato per l'appunto, visto o vissuto sotto diverse angolazioni.
Se V.I.P. Pressure ricorda troppo le più acide emulsioni di Goldie, tutto il resto è un coacervo di violenza oggetivizzata (fors'anche a volerla esorcizzare più che ad esaltarla, come penserebbe certa genìa della politica italiana, laddove risultano più osceni "dibattiti" televisivi pomeridiani in cui si simulano "storie" con tagli che non hanno alcunchè di educativo... ma su questo argomento rischieremmo di dilungarci) con tanto di feedback (sirene, urla di dolore, sferragliate varie, stridori metallici, vetri infranti, rumori dei fuciloni dei videogiochi): ottimo l'uso del refrain sulla batteria in Something Violent, gustose anche Deliver Me (Version) -in cui si assiste alla progressiva demolizione di tre differenti loop di batteria che vengono successivamente gallonati con una sirena riconoscibile (quelle delle auto della polizia britannica)-, il remix di Witness (Asian Dub Foundation), già chicca di una raccolta della kru brit-pakistana Frontline 1993-1997 (edita da Nation Records) con una lirica -come dire?- consapevole di Pandit e Das, la cui versione originale è rinvenibile in Facts and Fictions e l'impressionante potenza descrittiva di New World. Riguardo la "struttura" dell'album, sebbene siano tutte iperpropulse, sembra che le ritmiche da Witness in poi si facciano sempre più marziali e le sonorità decisamente più harsch -atroce il fischietto in You Know The Score. Ritornando a Dj Scud, riteniamo sia un po' prematuro ritenerlo, come fa Steve Lamacq, il "nuovo Aphex Twin", ma quanto mostra di voler fare e quanto ha già fatto con l'etichetta personale (la Ambush), rappresentando e consapevolizzando attraverso la musica piuttosto bene problematiche socio-politiche (soprattutto la ghettizzazione, dato che la crescita artistica e personale di Toby è avvenuta in South London, quartiere-ghetto di Londra multietnico, in cui ai disagi sociali si cerca di ovviare con iniziative di vario tipo, tra cui -celebri- gli squot parties di Cristoph Fringeli -papà della Praxis-, che ha visto crescere numerosi talenti del beat...il cosiddetto "bhangra" è nato proprio tra Brighton e South London). Di Ambush! cosa altro può aggiungersi? Quando l'avrete finito di ascoltare l'espressione "violenza inaudita" probabilmente non avrà molto senso. Witness words: Pandit/Das We never had it so good. Day to day It's the government plan To grind them down Every man and woman To grind them down Every man and woman To grind them down Every man and woman Day to day It's the government plan To greed them down Every man and woman... To f**k up their minds Put their lives in their hands To mash up their brains Unable to understand This is a message to those in command There was never any freedom Just castles built on sand... |
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01.V.I.P. pressure Part 1
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Pagina a cura di Vito
Camarretta 10/10/2003