Andrew J & Kaltencker

Melodies

Juice Releases

"Lélektõl lélekig" jazz & hip drops

 

 

Tra i focolai crativi, l'Europa Orientale è uno dei più accesi per quanto concerne la produzione musicale e nello scenario che a torto o a ragione si definisce 'nu jazz' -dalla scuola di San Pietroburgo a quella slovacca-. In particolare Russia, Ungheria e l'ex-Jugoslavia sono vere e proprie fucine di talenti musicali a coronamento di una tradizione storica che vanta grandi compositori e non a caso di abili matematici, a suggellare l'intima relazione fra la composizione e la matematica per l'appunto. Può darsi che il talento non si erediti da un gruppo di cromosomi, ma in fatto di sensibilità al ritmo e alla melodia ungheresi, russi e slavi ne dimostrano molta di più delle audiences al di qua di Fiume (o di Pola, se si preferisce) sempre più esposte alle radiazioni mediatiche (pronti al prossimo tormentone estivo o all'ennesima bimba pseudo-satanista? se ne sente davvero la necessità? o fanno comodo alla promozione di una bevanda analcolica?).

Sulle sponde del lago Balaton, già tanti sono i talenti sbocciati. Vi ricordate di quel Yonderboy di Shallow & Profound? Da quel contesto che ha dell'esotico, secondo qualcuno (abbiamo ragione di supporre che siano gli stessi che associano l'Ungheria a Cicciolina), proviene questo duo, che ha confezionato secondo noi uno dei migliori album dell'anno. Andrew J, ottimo turntablist e dj con la passione per le sonorità house, vincitore di tre edizioni del DMC championship ungherese e abile scratcher (siamo sui livelli dei ninja d'oltremanica), e Zsolt Kaltenecker, versatile pianista di impostazione jazz, ottimo "scalatore tonico" (almeno da quanto dimostra in questo album). Non vogliamo rovinarmi la sorpresa dell'ascolto, ma ad intrecciare l'energia dell'hip hop, del beat "spezzato" con scale armoniche ed equilibrate melodie -quasi-frammenti di notturni di chopin-, Andrew e Zsolt sono davvero abili e riteniamo che meritino molti più riconoscimenti che qualche spazietto su questa o altre riviste specializzate. Non stupisce il fatto che troverete pochissime recensioni dato che Melodies fa parte di quelle opere (solo gli amburghesi Netzer della Pauls Musique e i "soliti" Kruder & Dorfmeister sono riusciti in tale impresa, anche se hanno avuto destini diversi dato che i primi sono sconosciuti ai più mentre i secondi sono stati per molto tempo i dj con il cache più alto dei listini) che è capace di lasciare senza parole anche il più prezzolato dei critici. E forse il fatto che siano stati scelti gli "strumenti del mestiere" come cover-art sta a sottolineare l'intento dei due musicisti di vedersi valutare il frutto (maturo) dei loro studi sulla composizione, sul ritmo e sulle melodie senza alcuna "portata" pseudo-ideologica o market-oriented.

Nota linguistica: Lélektõl lélekig (titolo di una poesia di Tóth Árpád) in ungherese vuol significare un'espressione traducibile in italiano con la locuzione "Da Anima ad Anima".

01.Melodies
02.Inch
03.Fresh
04.Come On
05.Rock On (Part 1)
06.Rock On (Part 2)
07.The Thief
08.Funqui Beet
09.At First Sight
10.Metamorph
11.Interlude
12.Melodies (reprise)

Distribuzione Ishtar

Pagina a cura di Vito Camarretta  24 / 03 / 2003