Cosa sta succedendo a Berlino è difficile dirlo. I tedeschi saranno dei pessimi chef, ma in fatto di musica continuano a masticare audiograms e vomitare sperimentazioni con risultati quasi sempre
eccellenti. La selezione si fa riascoltare tanto piacevolmente che non è necessario conoscere i musicisti o i dubmassaggiatori coinvolti nel progetto di
Adrian Sherwood (On-U Sound) e non meraviglia che gli atti migliori giungano da gente prima sconosciuta allo starlet della dub elettronica. Ma passare in rassegna ogni singolo brano, potrebbe essere prezioso ausilio per chi vorrà divertirsi a "pickuppare" su questi tempi.
Dopo il benvenuto nella stazione orbitale di Paul dell'etichetta austriaca Pauls Musique,
Sugar B (Dub Club Records) scandisce le prime battute onirotrope: in Sugar's Authentic Dub Disco, il dubster sgretola vecchi campioni di ottoni di
Lee Perry con un cut-up consono all'approccio compositivo della dub-reaggae (massimo impatto con pochi effetti). The Sound è una delle prove dell'abilità e del modo quasi ieratico con cui Tikiman (autentico mattatore della scena berlinese, fondatore della False Tuned, che da qualche tempo è costantemente impegnato in collaborazioni artistiche con altri produttori del Nord-Europa -imperdibili quelle con Steretyp e Pre Fade Listening-) dilisca la dub progressiva con gommose sonorità
techno.
Dalle moderne digressioni su ciò che fu all'astrattezza il passo è breve (basta pigiare il tasto forward del
lettore cd e far comparire il numero 4 sul display):
Tom Thiel (aka TTT) e Rechenzentrum difatti sembrano preferire la sperimentazione e trattare la dub come se fosse un reagente chimico. Il genoma, per così dire, è lasciato intatto, ma il trattamento risente del gusto per le sonorità astratte e ipnotiche che connota i Rechenzentrum, autentico elemento catalizzatore del dub-remorphing. Bayer Jamming! DI gran lunga più elegante è la formula brevettata dai
Bus (Tom Thiel & Daniel meteo), ottimo laptopderivato abstract-funky. Dello stesso tepore transorganico, il remix di Fear of Corners del losangeleno
DNTEL, irriconoscibile rispetto all'originale di cui rimane solo il sibillino diapason monotonale. Ma è un'altro membro
dell'Ocean Club (di cui fanno parte anche i Bus e le cui trasmissioni su Ocean Club Radio sono un discreto surrogato),
Thomas Fehlmann a confezionare una scultura sonora davvero atipica stilisticamente vicina agli Orb attraverso ritmiche mai troppo pervasive e allo stesso tempo transeatiche... il titolo ben descrive il mood del brano: "Seerosengiessen", ossia "innaffiando [o secernendo] ninfee". Di qui in poi l'attitudine astrattiva si con-fonde con la tradizione: squisiti il coagulato e la "pluvialità" di
Daniel Meteo in Red Roof e dei suoi accenni melodici con un organetto e suoni tubulari; il disconnesso minimalismo molto vicino alle sperimentazioni dei
FullMoonScientist (ma che fine hanno fatto?) di
TTT e D Meteo; il drumriddim e il pullulante torpore di Nick Manasseh... un vaticinante ritorno alle origini della dub elettronica tedesca in A to Dub di
Ajb e Mina e nella soluzione un po' piç "steady" di
Barbara Morgenstern e Thomas Fehlmann (ricordate quando nelle copertine abbondavano rastamen in navicelle spaziali?); l'interessante dubfracturing post-minimale di
Submission... Simpatica la chiusa provocatoria di
Jah Meek e The Rootsman (stilisticamente niente di nuovo, ma che è capace di impressionare per la drammatica attualità...).
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