Jaga Jazzist


A  Livingroom Hush

 
 
Smalltown Supersound 


dnbjazzrockfusion

potpourri

 

 

 

Una delle migliori scoperte dell'anno della stampa norvegese di settore (e della divisione scandinava della  Warner), finalmente esportata all'estero dalla Smalltown Supersound (piccola etichetta di Oslo abituata alle grandi imprese - sono riusciti a far suonare assieme Merzbow e Jazzkammer... mica c****! come si dice a Milano, con tanto di esclamazione), i Jaga Jazzist forgiano una delle più "estrogeniche" sculture dell'elettro-jazz, scalpellando sulle armoniche e sulle tonalità preferite dalle varie anime del collettivo -tutti partecipi a vario titolo al sempre più sorprendente germoglio musicale norvegese, già gradita a coloro che erano presenti al fjord fiesta (complimenti agli organizzatori per la fantasia nella scelta del nome...) in quel della Villa Celimontana in-Rome -. Innumerevoli le citazioni in oltre 45 minuti di registrazione, ma probabilmente quelle più riconoscibili sono Dots and Loops, probabilmente il più atipico lavoro degli Stereolab (e se in Animal Chin, ci sono solo echi di Parsec, in Lithuania i JJ sembrano combinare la struttura ritmica di Brakhage e le melodie e la timbrica di The Flower Called Nowhere),  nel John Coltrane "di mezzo", in alcuni anthem techno-jazz di Squarepusher, nella contorta freschezza dei primi album di Frank Zappa. Questo al primo ascolto. Se si ascolta una seconda volta, vi sembrerà di sentire i Soft Machine, gli Isotope 217, i Talk Talk, Aphex Twin (un componente della band gli somiglia... sarà una reincarnazione o un parente del signorino James?) o addirittura Nora Orlandi (chi se la ricorda è bravo!). La terza volta probabilmente deciderete di lasciar perdere le memorie auditive e storiografiche, ma di goderveli in macchina durante una gitarella. 

 

Chitarra elettrica, tuba, Fender Rhodes, tromba, trombone, basso, clarinetti e vibrafono, ma soprattutto tanta elettronica e... chissacosaltro... ci piace immaginare che il sound tanto jaga e abbastanza jazzy sia nato durante un conviviale rendez-vous nella cameretta di qualcuno dei componenti, probabilmente quella -sicuramente in disordine- di Martin Horntveth, secondo noi il componente di questa band idiosincratica (ma solo apparentemente) che si è divertito di più e autentico elemento di coesione delle diverse anime dei JJ... provate a sentire che duello Martin riesce ad inscena tra percussioni analogiche e digitali in Lithuania...  In sintesi: i Jaga Jazzist sono come... ibridi di risonanza tra diverse formule limite! 

 

 

01.Animal Chin
02.Going Down
03.Press Play
04.Airborne
05.Real Racecars Have Doors
06.Low Battery
07.Midget
08.Made For Radio
09.Lithuania
10.Cinematic

Pagina a cura di Vito Camarretta   21 / 09 / 2002