Hefner

 

Reworks

Inertia

 

drum'n'bass, nu jazz

 

 

Inertia creeps era il titolo di un brano non molto noto dei Massive Attack, che si presta bene a descrivere l'intento della Inertia, etichetta inglese diventata punto di riferimento per tutti gli appassionati di downbeat e del cosiddetto "nu jazz": far rabbrividire coloro che si approssimano alle nuove forme di espressione artistica, tra cui il remixing oramai equiparato da molti alla produzione vera e propria. E a conferma della convincente asserzione secondo cui anche il remix è diventata una forma d'arte, giungono lavori come quello di Lee Jones, la cui notorietà è in parte legata al recente album "Residue" in parte alla sua abilità di remixer per l'appunto, abilità tale da aver meritato la stima di molti groove-busters. Ma l'originalità dell'"approccio" di Hefner a quanto entra nelle sue macchine consiste nel riarrangiamento della melodia e nella ricombinazione del risultato di questa "esfoliazione melodica" con strutture ritmiche rinnovate rispetto ai brani originali.  Il risultato, sebbene snaturi talvolta il sound originario, è apprezzabile, non fosse altro perchè Hefner ha cura di preservare di volta in volta pochi essenziali elementi della traccia originale, anch'essi opportunamente ricombinati e "ricromati": ascoltando Gabriel, nota hit dei Lamb, sembra quasi che il nostro Lee abbia voluto tarpare le ali all'angelo Gabriele, riconcependo le strutture melodiche e armoniche e "sporcando" l'orchestralità con giri di basso muto "phasato", accordi di piano "frammentati" e delay a iosa. Indovinati anche gli accenti melodici di Destiny dei Zero 7, esaltati da artifici ritmici e intrecci armonici che ricordano i 4hero di 2Pages. Identico trattamento subiscono 4hero, Klute, Fink e Cinematic Orchestra (formazione facente capo a Mr.Swinscoe da cui riteniamo Lee si sia ispirato molto sul piano timbrico ed esecutivo). La consapevolezza dell'artista secondo cui l'elettronica sia paragonabile al jazz non tanto sul piano improvvisativo quanto su quello interpretativo viene avvalorata quando Lee remixa se stesso in Level Green, facendo aderire una chitarrina funky debonair alle piacevoli liriche di Josee Hurlock ovvero quando reinterpreta le suggestioni orientaleggianti di Shashkin in chiave uptempo e funk. Per padiglioni sensibili!
 

Quotes

“Reworks collects Hefner’s finest moments and when gathered together in such a way, its diversity is dazzling. This record is a joy to behold” XLR8R Magazine June 02

“Quality production on this excellent collection of remixes and interpretations. Spot on, we reckon” 4/5 DJ Magazine May 2002

“An affirmation of the skills of this enviably talented producer. Another Inertia release it would be criminal not to own” Touch Magazine, May 2002

“For as a master of becalmed space and serene beauty, Hefner is one of chill outs best kept secrets” Jockey Slut, May 2002

Biografia

Hefner. Nome anagrafico, Lee Jones, 26enne, originario di Billericay, cittadina immersa nelle brughiere dell'Essex, ora residente a Kennington (South London). Comincia a comporre dai tempi della frequentazione della York University, dove Lee conseguirà il diploma in Film & Television. Durante il periodo universitario, impara ad usare il computer per comporre soundtrack per progetti cinematografici personali e di alcuni suoi colleghi. Come capita spesso, la passione per la musica diventa scelta di vita. Nel '97 viene ingaggiato dalla Inertia. Prediligendo i tradizionali metodi della melodia e della composizione e ponderandoli con la sua abilità nella programmazione, comincia a sperimentare fusioni stilistiche. Ispirato da tutto ciò che colpisce i suoi sensi durante il periodo della formazione (da Hitchcock a Sidney Lumet, da Company Flow a Photek, da Timbaland a Bjork, da Prince a Herbie Hankcock). In poco tempo, Lee/Hefner fa breccia nei cuori incancreniti della stampa britannica di settore e i suoi remix entrano nelle playlist di dj e produttori (Kruder & Dorfmeister, Jazzanova, 4hero, Mixmaster Morris, Josh Wink). Il suo primo album "Residue" si classifica terzo nella chart "Urban album of the year" dell'anno 2000 stilata dai signoroni di Radio One e strappa accorati plausi per l'equilibrata combinazione di pregevoli tecnicismi e di songwriting. Fa il giro delle principali piazze europee, strappa applausi persino in noti jazz festival, la Gauloises decide di finanziargli un tour, che lo porterà sui palchi svizzeri, italiani, austriaci e tedeschi.

 

02.4 Hero: Planeteria
06.Cinematic Orchestra: Channel 1 Suite
07.Klute: Phonecall
08.Lamb: Gabriel
09.Fink: Ever Since I Was a Kid It Seemed I Collected Something
10.Hefner: Level Green

 

Pagina a cura di Vito Camarretta  24 / 06 / 2002