VV.AA.

Floating Foundation vol.2

Sub Rosa

electronic de-plantation

 

 

Floating foundation. La denominazione di questa raccolta deriva da una disquisizione de imago (avrebbe detto qualcuno) dell'abile giornalista nonchè bizzarro scultore del suono David Toop. In italiano, non senza perdita di originalità, si potrebbe tradurre con "fondamenta galleggiante" stando al contenuto bio-architettonico della dissertazione di uno dei più famosi editorialisti di TheWire, il quale partendo dall'ipotesi di Aristotele riguardo il dilemma (!) se collocare le spugne nel mondo vegetale o in quello animale e dall'associazione propinata da certa critica (gli stessi Guattari e Deleuze) della diffusione della cultura musicale alla crescita di un albero, confuta tale visione come si confutano le teorie, cioè attraverso l'evidenza empirica (ma le teorie talvolta non sono forse visioni epistemologicamente prive di imperfezioni?). L'idea di un albero che cresce fa pensare a qualcosa di longevo e radicato in profondità (e che non riaffiora), nonchè a qualcosa che si sviluppa in verticale.

Argutamente, David fa notare come in natura non ci siano solo piante che si sviluppano verticalmente, ma prende il caso di alcune specie di bambù, le cui radici non solo non scendono in profondità, ma spesso ritornano in superficie. La dissertazione completa è evidentemente riferita anche alla sperimentazione in musica e a coloro che ne portano il vessillo: come la Sasa palmata o il Trycirtis Latifolia costoro estendono le proprie radici orizzontali (si guardano attorno), come spugne assorbono e se non trovano radici oltre le coltri di cemento armato, si sviluppano anche sopra la superficie asfaltata. Rispetto al primo volume, è preservata la struttura delle cinque maxisuite, ma questa volta Guy Marc Hinant (una delle volontà fondatrici della Quatermass) e Fred Walheer prediligono l'eterogeneità.

 

Esordia il chitarrista Mark Clifford -ex Seefeel- con quella che ha l'aria di uno spleen funereo ed enigmatico fin dal titolo, Bad Day for Wasps. Stilisticamente il progetto solista di Clifford -sibillinamente chiamato Disjecta- segnava il dipartirsi del musicista dai tiepidi e sereni soundscapes dei Seefeel per uno stile meno corrusco e quasi coriambico nel fraseggio, caratterizzato da ossessivi pattern di chitarra ultraeffettato e cut-up su beats abrasivi. A cosa allude quando cerca di rappresentare i tempi difficili per le vespe sembra quasi evidente, dato l'impegnativa matrice di Clifford: Wasp, oltre ad essere il nome di un personaggio "vendicativo" della Marvell Comics, è anche la denominazione di una (forse) poco conosciuta teoria di marchio orangista secondo cui la sola possibile classe dirigente degli Stati Uniti non poteva che essere WASP, acronimo di White (bianca), AngloSaxon (anglosassone), Protestant (protestante), una formula che vale a spiegare secondo molti la storia statunintense, infranta soltanto da John Fitzgerald Kennedy (un WASC, stando al gusto per l'acronimo di certi studiosi). In questo delirio interpretativo, indubbia incidenza potrebbero avere altri riferimenti (la commedia di Aristofane, Le Vespe -in cui gli animaletti dall'addome striato erano metafora dell'irascibilità dei politici e della contestuale tumultuosità del "democratico" popolo ateniese-, o molto più semplicemente l'abitudine delle vespe di diventare più aggressivi, terminata l'incombenza di dover nutrire i figli... comportamento incomprensibile secondo gli entomologi). La seconda traccia reca firma David Toop, al cui pugno -come anticipato- è attribuibile il testo che cerca riferimenti concettuali all'attitudine degli artisti scultori di queste sonorità. Il suo excerpt non si discosta troppo dalla logica compositiva di 37th floor at sunset da perfetto noirist architetto del suono. Azzeccata la scelta di Weightless di Robin Rimbaud (aka Scanner, prima o poi interferirà nelle nostre conversazioni telefoniche... :) ), che sembra quasi voler simulare il parco sensoriale di un insetto! Com-muove il tentativo caustico e -oserei dire- accorato di spingersi oltre i confini delle strutture armoniche di Peter Maybury, noto designer e tipografo irlandese, post-rocker puro nel senso tautologico dell'espressione, che in Ends > Circle walks esplora l'aritmicità melanconica BoardsofCanada-like usando cimbali cinesi ultradiluiti, scenografia di una cesellatura di suoni pulvurulenti riverberati e di trembling sinistro (pensato per gli Hard Sleepers?). E se il sound di Peter vi sembrerà rilassomatico, ancora più rarefatto ai limiti dell'impercettibilità è quello di Carl Michael von Hausswolff, oltre dieci minuti di frequenze neurotoniche devotamente a quelli che possono ritenersi i suoi ispiratori, John Cage e Arnold Schönberg, a cui tributò nel 97 un lp -pubblicato dalla Ash International- con due tracce dai titoli chilometrici ma più che esaustivi (della serie "ascolterai quello che leggi"), una per ogni lato. La prima -As Quiet As A Campfire Or Analogue Motoric And Electro-Magnetic Silence Disturbed By Intuitive Slumber - dedicata a Cage e la seconda - Mingling Or Dodekaphonic Drones Interfered By Known And Unknown Digital Phenomena - all'atroce compositore austriaco, recentemente oggetto di ulteriori rivalutazioni.

 

01.disjecta Bad Day for Wasps
02.david toop Tricyrtis Latifolia
03.scanner Weightless
04.hard sleeper Ends > Circle Walks

05.carl michael von hausswolff With the Flow Against the Current

Pagina a cura di Vito Camarretta  24 / 03 / 2003