Electroslide


" Everything Is Connected To Nothing But Itself "


Electrosliders Publishing

 Ethnic-ambient-rock/LoungedUpTrip-hop

 

Tablature, parole ed audioescursione. Autoproduzione d'Oltralpe, Electroslide è un progetto che, sebbene cerchi di rastrellare elementi stilistici da diverse espressioni più o meno canoniche (dal rock alla dub, dalla goa fino al kraut), "randomizzandoli" in combinazioni distensive abbastanza originali, riesce ad inventare un nuovo metalinguaggio. Per gli amanti delle etichettature, il sound di Electroslide si potrebbe intitolare coffee-dub o hovering-rock.. tanta la carne al fuoco: chi ricorda le sonorità e le esplorazioni di molte formazioni della britannica Delerium (Electric Orange, Porcupine Tree,...) oltre ad ovvi riferimenti a culti della slideguitar (Ry Cooder e Bonnie Raitt) nell'ambito rock, di Zion Train, Knights Of The Occasional Table e Eat Static in quello dub-elettronico, apprezzerà questo lavoro "intermedio", che sembra volersi porre come evoluzione elettronica della cosiddetta slide music (la cui tradizione, non fosse per le numerose sfaccettature e le variegate espressioni della stessa, è florida e su cui c'è ancora molto da fare...)

Sebbene molte delle suggestioni audio sono da imputare alle macchine di Brice Berard (impegnato in passato con  Florian Serot (aka Toires), nel progetto Cosmos Diplomatik, edito dalla mitica Blue Room) ruolo centrale nella line-up lo rivestono chitarra (effettata con slide iperinflazionati su un fingerstyle discreto e a tratti entusiasmante... simpatica a proposito la citazione finale con il chitarrino hawaaiano, memore del precursore dello slide nel blues e nel rock, un certo Kekeku, originario delle meravigliose isole del Pacifico) dell'ottimo Boalers (che oltre a suonarle le chitarre, le disegna e le costruisce) e le tablas di Khusravi (le quali con pennellate di sitar e campioni panottici -aliti monsonici, shift oceanici e audiogrammi strappati a diluvi su latitudini tropicali- disegnano spirali ritmiche mandaliche in tracce quali Three Moons In The Maze e It Was a Bug!). Arpeggi ben dosati, ottimo lavoro di aliasing e crossfading sulle parti di batteria e sui campioni, estatiche litanie tribali (che sembrano registrate in Distant Miking) e sommessi sermoni, suoni aerostatici fanno da supporto e da contesto a superbi anthem, che manderanno in estasi audiofili, appassionati di strumenti e cultori dell'effetto sonoro e più in generale dell'acustica, aspetto maniacalmente curato dai programmatori di Electroslide. Non stupisce il fatto che Berard sia passato da produzioni decisamente più orientate alle dancehallz a produzioni più "composte"  (non a caso tra i ringraziamenti compaiono nomi di progetti quali Total Eclipse), dato che le sonorità risentono molto dei trascorsi. Ad ogni modo, l'invito all'ascolto è d'obbligo. Da seguire.

 

Musicians

Brice Berard - Sampling, Programming, Synthetisers
Frank Bolaers - Guitars
Romain Darbon - Drums
Bismil Khusravi - Tablas
Edouard François - Clarinet

 

09.Change

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Pagina a cura di Vito Camarretta   24 / 02 / 2002