| Doppio raccoltone della MoonShine, etichetta californiana molto attenta
alle tenDenze della dorata gioventù americana e abile nell'esportare i
propri prodotti, novazioni della cultura del detrito (e perchè no? dei
rifiuti solidi urbani... espressione tanto amata dal Legislatore di
questi tempi) di matrice britannica, che in passato ha consegnato
tante squisitezze (ma anche tanti cacatoni... scusate l'espressione, ma
non c'era modo migliore per riallacciarci alla semantica nettUrbinica...).
Un raccoltone, dunque, di chincaglierie techno, synth-pop e electro
(anche questo nu... particella su cui c'è poco da disquisire),
ritrovato della scienza del beat che tra demenzialità, evanescenze
trash-mod e irriverenza (davvero) spiritata un po'
filocommilitonesca permea da qualche tempo il sound delle disco
d'oltreoceano (e non solo di quelle). Meno piagnistei e meno intimismi
dai mezitoni kitch dell'electro-pop d'oltralpe (un esempio? Kill Your Darlings di Kid
Loco credo che basti... uno dei
dischi ridicolizzato dai più superominidi e dalle ombre più
biasimevoli del cosiddetto post-femminismo... ricordate Fake French di Le
Tigre???), quella d'oltreoceano conserva quel svenevole senso
di dissacrazione da insaccato che connota tutto ciò che è cornice
della battuta veloce, ritratto desolante e monodico di un convincente
Camembert marziale. Sarà anche per questo che l'electropop americana
diverte e al contempo inquieta.
Ma veniamo al disco... anzi ai dischi, visto che sono due. Il primo (il più brutto) contiene solo qualche sweeptake carina: Euro Trash Girl dei simpatici Chicks On Speed, Seventeen di Ladytron (coraggiosa hit da adolescente polaroìdica... più eighty di così si muore!), le ellittiche sequenze di BIS, il remiss del "solito" Tiga di una traccia di puro trapping audiotico di FPU [la Floating Point Unit non penso che c'entri molti con l'acronimo scelto da questo compoelectrocombo], gli organetti saturi dei Gus Gus (progettino islandese da tenere sott'occhio... anche se lacrimoso... ma attenti perchè il rimmel si scioglie e potrebbe macchiare il vestito!!!) e le sommesse outcerptz di Goldenboy e Miss Kitten, forse l'urban-jungle-file più classico e gradevole, ritratto plastificato delle più dolciastre delle pippicalzelunghe di periferia (unica nota dolente quelle turbine sintetizzate... Kittin soffre, soccorretela!). Ancora più plastica (quella usata in chirurgia) e gomma (da masticare) abbonda nel secondo disco. Materiali di consumo preferiti dalle misses hollywood impenitentemente ritratte nel remiss di Tiga (ancora lui!) per Felix Da Housecat (emblema musicale futuribile delle maitresse di regime che popolano gli schermi anche -ahimoi!- delle tv italiane), della Lifeline di Neuropa, delle stelle di Freezepop e delle navicelle spaziali di Sean Kosa. Piacevolmente discrete le chiuse di Neonwork (La Invasion) e BIS (The end starts today), piene zeppe di effettistica di quegli anni... gli hot-tanta!!! |
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Cduàn
02.Ladytron Seventeen
03.Mount Sims Black Sunglasses
04.Gary Flanagan Metro Boulot Dodo
05.Laptop Greatest Hits
06.Count 2 Infinity Popism
07.Freezepop Bike Thief (Kryptonite
Remix)
10.GusGus Desire (g-g remix)
11.Goldenboy with Miss Kitten Rippin
Kittin
CDcciù
01.Sigue Sigue Sputnik vS Northern Lite Everybody
Loves You (Featherhat Remix)
02.Xero G Gale Winds
04.Northern Lite Treat Me Better
07.Nukleon Lucky
08.Neuropa Lifeline
09.Freezepop Plastic Stars
10.Ganymede Neon Rain
11.Neonwork La Invasion
12.BIS The End Starts Today
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Pagina a cura di Vito Camarretta 07 / 01 / 2002