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Bandulu
" Redemption "
Genre: electro~breakbeat~dub~reaggae |
| L'auspicato ritorno di Bandulu,
il trio di technomakers cresciuto artisticamente nel quartiere
multiculturale londinese di Hornsey -noto
per aver "cianografato" la technodub- all'insegna della
redenzione. Ma nessuno si sarebbe aspettato che Jamie
Bissmire, John O'Connell e Lucien Thompson
sarebbero
ritornati con intenti messianici. Redento ci sembra più che altro il
dub sound, chiosato su echi e delay equilibrati, sound che pervade ogni
traccia di questo album. Redento il sound reaggae primordiale.
Redento persino il trascorso eremitaggio nei santuari dell'house e della
techno, che tuttavia non converte del tutto i nostri al 4/4
canonico. Redenta soprattutto l'ascesa stilistica di questa formazione,
tra le poche che con il susseguirsi delle produzione non scadono nella
banalità, recependo ottimamaente e rielaborando con buon gusto
intuizioni hip hop e dub, via via fino ad innesti di sonorità di
Detroit e Chicago.
Inizialmente ingaggiati dalla Infonet di Alan McGee -che diede alle stampe i primi due lavori, Guidance (1992) e Antimatters (1994)-, nel '95 Bandulu firma per Blanco Y Negro, etichetta per cui produce Cornerstone, l'album che valse loro la consacrazione della critica. Anni più recenti hanno visto i Bandulu nel progressivo raffinamento dell'aspetto narrativo dei live-set, durante i quali ora primeggiano l'MCing di Lucien e le rooted-song di John. Lo stile è quello che da sempre caratterizza Bandulu: techno pumps con un attitudine "organicista" dub, un ibrido sonoro fedele allo spirito autentico di entrambi i filoni stilistici. E in attesa delle live-performances, godetevi questa redenzione! |
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01.Jahquarius
- Quale miglior incipit! Questo scivolone nella dub elettronica
vale a dimostrare quanto ampio sia lo spettro audiotico del
Banduloscopio. Ai microfoni il roccioso John O'Connell,
supportato da back vocalist femminili.
02.Redemption
Dub - Una miscela di trascinanti pattern 4/4 e massicci
plasticismi dub, combinati in maniera tale da rendere difficile capire
quale delle due influenze prevale. Trasmissioni
"interstiziali" classicamente Banduliane.
03.Smooth
Step - Il titolo è sufficiente a descrivere questo
pezzo. Le ipnotiche sincopi techno vengono pungolate da suoni
skanky. Foraggio iperenergizzante per le dancefloors!
04.Chapter
6 - Un'altra lezione di rieducazione auditiva alla
technodub. Sonic template infestato di entità dub-spettrali!
05.Detention
- Altro saggio di restauro di chincaglierie dub. Poco
"track", tanto "song". Talking about detention in
tension....
06.Bill's
Gate - Slowtempo impollinato con perlature mellowdiche.
Il titolo potrebbe alludere alle inviolabili roccaforti informatiche
(si fa per dire...) di zio Bill.
07.44100
- Incluso nel recente 12" Wetlook, 44100 -come il Cap di Ferrara-
è un incendiaria prog-tempo-trach. Un drive "dritto" con
pugnalate di delay su catene di hi-hat.
08.Vital
Sense - L'anthem più devoto ai canoni della dub
elettronica britannica. Accenni melodici trans-alchemici su accenti
upbeat.
09.Wetlook
- Autentico nitrogeno. Impossibile non usarlo quando la
narcolessia piomba sulle piste.
10.Rank
- Divertitevi ad aggiungere effetti su questo floor-stomper. Sulla
bassline, i Bandulu hanno pensato a metterci del loro. Impressionano i
giochi di flanger e riverbero.
11.Mooger
- La struttura sonica, basata su una delicata
texture morbosamente melodica, poggia questa volta su synth
line analogiche sinistre e loop frantumati downtempo.
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Pagina a cura di Vito Camarretta 2 / 06 / 2002