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blood blooms and inuits |
La processione del cuore nero si è tinta di...giallo! Un
giallo caraibico, che investe con un raggio di sole esotico l'incedere
buio della musica del grupo di Pall Jenkins (aka
Paulo Zappoli, forse per sottolineare l'approccio esotico) &Co.
Novità intuibile già a partire dalla scelta del titolo, Amore del
Tropico, giunto a interrompere la laconica sequenza aritmetica con cui i
BHP avevano finora battezzato le loro uscite. E l'intuizione trova subito
conferma nella cadenza latina di Tropics of Love
e nell'afro-fascinazione di Broken World. Per
non dire delle pennellate di lap-steel hawaiana distribuite qua e là a
far luccicare le melodie e a rivitalizzare un sound figlio fino ad oggi
del Nick Cave più funeral-blues. Un giallo
insomma così fulgido quello che trasuda da questo quarto album, da aver
indotto alcuni addetti ai lavori (i meno malleabili, i più ortodossi) a
intravvedervi le sfumature di un giallo alla Christie: "Dove sono
finiti i BHP di "2"?"; "Già "3" era sulla
via della commercializzazione, Amore del Tropico è conferma di questa
tendenza". Probabilmente danno solo i numeri, o è davvero
difficile per taluni critici rinunciare alla sega (i BHP ne facevano uso
come strumento di cacofonia sentimental-enfatica), e piegarsi alla
fruizione di arrangiamenti vistosamente più complessi, variati, anche
più easy-listening se si vuole (sezioni d'archi, cori femminili,
elettronismi), aperti al pop '50 (i Platters in lutto di A Cry for Love), ai ritmi sudamericani, al rock
più acceso ("Did you Wonder"),
persino a parodie floydiane era The Wall ("Before
the people"). Eppure non mancano gli episodi neri in puro
stile BHP: il quarto capitolo della saga del Waiter, la mestizia
metabolizzata della chiusa di "The One Who Has
Disappeared". E nemmeno si può dire che liricamente i
"nuovi" BHP sguazzino nella gioia di vivere: ogni traccia è
infettata dal germe della perdita, del disagio e del disorientamento
amoroso (simbolizzati nell'omicidio e nell'investigazione, questi sì
stereotipi da giallo -come in "Fingerprints"), dall'anti-utopia
ironica dell'enigmatico parallelo del pianeta in cui alberga Amore.
Pertanto, chi non sa rinunciare alla sega, non ascolti Tropics of Love.
Agli estimatori disinteressati del miglior pop-noir in circolazione:
unitevi alle indagini dei BHP. |
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01.The End of Love
02.Tropics of Love 03.Broken World 04.Why I Stay 05.The Invitation
07.A Sign On the Road
08.Sympathy Crime 09.The Visitor 10.The Waiter #4 11.A Cry For Love 12.Before the People 13.Only One Way 14.Fingerprints 15.The One Who Has Disappeared |
Pagina a cura di Vito
Camarretta e Ivan Capozza 14 /01/ 2003