Peace Orchestra

 

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G-Stone Recordings/!K7

 

beatscellanea

 

 
 
Ritorno di Peter Kruder, una delle facce del medaglione K+D, con il suo progetto solista -Peace Orchestra-, divenuto gradualmente occasione per radicalizzare le scelte stilistiche del noto duo viennese. Questa volta però Dr.Kruder ripone le cuffie e lascia riposare le macchine, affidando il restauro delle trame sonore più note del suo repertorio -dalla "morriconiana" The Man (il remix dei Gotan -c'era da aspettarselo dato il successo di critica e di pubblico registrato dai bardi elettronici della pampa- ha già ampiamente tappezzato le trasmissioni di molti network radiofonici italiani) alle divagazioni cosmiche di Domination, dall'afoso pattern-boilin' di Marakesh fino alle ruggenti suggestioni di timpano e di carillon di Shining e al notturno funkadelico di Double Drums- ad altri mastri orologiai e audio-giocattolai, ognuno dei quali accarezza i samples a suo modo. E così se il Gotan sembra insistere sui temi del disincanto della passione -trasfigurando l'hombre in un gaucho dagli istinti inespressi ed elusi-, l'uomo (o l'"Ommo" se preferite) di Kosma ci sembra aver preferito  il volante di un'auto sportiva alle briglie di un frisone. Volendo, non senza ardimentosa audacia, caricarle di significato metaforico, le due versioni di The Man in questa raccolta potrebbero essere pensate come due variazioni sul tema della "crisi d'identità del cow-man".  Divertente il restyling di SoulPatrol, che, oltre a palleggiare sapientemente sul pattern di batteria un uptempo briosa, gioca con due sequenze identiche di tre note di basso elettrico, sovrapponendole fantasiosamente e diluendole con bleeps di note soundbank (Akai e Roland) in Henry. Lo stesso brano è presentato in una veste più dance da Zero DB, che costruisce un frenzy-house-boogie, eroticizzato con delay, hi-hat "spazzolati" e sessioni di fiati, vertenti su una (dis)armonia, che muta progressivamente nel bruciante delirio finale, "sospinto" da un giro di violoncelli già sentito negli album di Koop e Herbert. Pizzichi sulle corde di nylon, archetti e un organetto introducono al bedroom rocking di Guilliaume Boulard, mentre Raw Deal opta per un house sambato con clave e harpsichord dilatato nella reinterpretazione di Domination. Divertente la session funky-fusion abusata da Meitz per remixare Marakesh, versione tuttavia poco fedele all'originale spirito del pezzo menzionato. Anche i Truby Trio non ci convincono molto nel remissaggio di Shining, mentre, sebbene meno criptico ed inquieto dell'originale, è piacevole la progressione archeogrammata da Chateau Flight per Who Am I.
 
09.Henry [Soul Patrol]
10.Shining [Truby Trio]
11.The Man [Kosma]
 

Pagina a cura di Vito Camarretta  24 / 06 / 2002