Techno Animal

 

" The Brotherhood Of The Bomb "

 

Matador Records

 

Dopo circa due settimane di ascolto intenso e profuso di questo disco -durante il quale ho cambiato opinione una decina di volte, considerata la mutazione spaventosa subita da questo progetto (manofestazione meccanoide di Kevin Martin dei God e Justin Broadtick dei Godflesh, coadiuvato da una lista infinita di esponenti dell'hip hop underground) dai tempi dei suoi primi vagiti-, ho riconosciuto uno dei più eterogenei combinati mutoidi degli ultimi tempi. Figli indomabili di quella falange britannica, a cui è riconducibile la brutalizzazione della club culture, i TA disvelano una spiccata attitudine per il fusion-ismo e la contamin/azione, miscelando riff aggressivi, dub ganglioplegica, con abrasioni triphop e hardcore. L'ènclisi stilistica ed espressiva a formazioni oramai blasonate (dai Prodigy a Massive Attack) fa pensare che i TA vogliano -forse inconsapevolmente- prendere la staffetta scottante di atti precedenti, pur non rifuggendo in stereotipi dell'hip hop culture -tentativo e approccio, che da sempre ha caratterizzato questa scena contaminata e che inizialmente attirarono le antipatie degli aficionados e della scena metal e di quella hip hop (altri bersagli furono Lassigue Bendthaus, Swamp Terrorists e Meathead...).

Il primo innesto nel corpo roccioso dell'Animale Tecnologico giunge da brava gente di Chicago (!), i Rubberoom, che esportano un delirio lirico alla corrosiva traccia di apertura -Cruise Mode 101-, un'interferenza endofasica da un imprecisato girone dell'Inferno. Claustrofobico (e non a caso) il secondo brut-anthem, mentificazione pervasiva con la falange piu' acidula dell'industrialhiphop d'Oltremanica, l'Anti-Pop Consortium (ve la ricordate Blackalicious?), per proseguire con il rollover triphop (atmosfere alla Mezzanine) di Hypertension -suoni tempestosi e clash acquatici-, una delle poche tracce interamente strumentali dell'album. I crepitanti muri sonori di DC-10 costituiscono un'azzeccata intro>>iniezione alla vertigonica scalata verso territori mentali oscuri e impenetrabili, che culmina con il bubble-floating di Monoscopic. Il rifiuto iconoclastico delle progressioni lineari e di variazioni lente raggiunge l'apice in Piranha -questa volta il guestgroover è l'artista britannico Toastie Taylor- e nell'indemoniato backrising acustico di Sub Species. Ad ultimare il mentalsanitytest, We Can Build You e Blood Money. L'epilogo <Hell> ci riporta in territori pi+ rassicuranti. Che dire? Gli effetti collaterali post-ascolto potrebbero essere i più vari: qualora abbiate la sensazione che un gruppo di pittori post-impressionisti reincarnati in lumache si stiano divertendo nel tracciare figure geometriche sul vostro corpo inerme, non vi preoccupate: sono cosechecapitano.

01.Cruise Mode 101 (feat.Rubberoom)
02.Glass Prism Enclosure (feat.Anti-Pop Consortium)
03.Hypertension
04.DC-10 (feat.Sonic Sum)
05.Robosapien
06.Freefall
07.Monoscopic
08.Piranha (feat.Toastie Taylor of New Flesh For Old)
09.Sub Species
10.We Can Build You (featuring El-P ex Company Flow & Vast of Cannibal Ox)
11.Blood Money
12.Hell (feat.Dàlek )

Pagina a cura di Vito Camarretta 5 / 12 / 2001